In Israele stallo nelle consultazioni per la formazione del governo

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Tra i possibili primi ministri incaricati l’uscente Netanyahu e il leader centrista Lapid, che propone un accordo per la premiership a rotazione con i nazionalisti di Yamina

Dopo due anni e mezzo e quattro elezioni, la scena politica israeliana è ancora in stallo. Il presidente Reuven Rivlin ha avviato le consultazioni per decidere chi incaricare di tentare di formare un governo, dopo che dalle elezioni del 23 marzo non è emerso un chiaro vincitore, ma nessuno finora ha ottenuto il sostegno della maggioranza dei deputati.

In testa c’è il premier Benjamin Netanyahu, appoggiato da 52 parlamentari tra Likud (30), Shas (9), United Torah Judaism (7) e Religious Zionism (6); dall’altra parte il leader centrista Yair Lapid ha conquistato il supporto di Yesh Atid (17), Blu e Bianco (8), laburisti (7), Yisrael Beitenu (7) e Meretz (6), per un totale di 45, mentre gli ultra-nazionalisti di Yamina (7) hanno raccomandato il proprio leader, Naftali Bennett. Gideon Saar di New Hope (6) ha riferito a Rivlin di non poter dare indicazioni, così come la Lista Unita araba (6). Gideon Saar, leader di New Hope, tuttavia, è favorevole a un accordo a rotazione tra Lapid e Bennett.

Aprendo le consultazioni, il capo di Stato ha ribadito l’intenzione di dare l’incarico a colui che ha maggiori possibilità di successo nel mettere insieme una coalizione di governo.

Il partito della sinistra radicale Meretz ha fatto sapere di essere disposto a far parte di un esecutivo guidato da Lapid con i partiti di destra Yisrael Beiteinu, Yamina e New Hope, ma non con Likud di Netanyahu o l’estrema destra di Religious Zionism. Da parte sua Ahmad Tibi, il leader di Hadash, partito della Lista Unita araba, ha spiegato di non poter raccomandare Lapid – definito “un candidato meritevole” – a causa della partnership con i partiti di destra, Yamina, Yisrael Beitenu e New Hope; tuttavia senza di questi, il leader centrista non ha chance di formare un esecutivo.

Rivlin annuncerà domani o al più tardi mercoledì il nome del premier incaricato. Secondo alcuni esperti, la strategia di Yamina e New Hope è di lasciare che Netanyahu sia scelto per primo, e fallisca, per poi ottenere che sia Bennett a tentare, in modo da avere una strada facilitata.

Intanto, il premier uscente, Netanyahu, ha nuovamente denunciato “un tentato colpo di Stato e una caccia alle streghe” alla luce della ripresa del processo a suo carico per corruzione, frode e abuso d’ufficio. In un discorso alla nazione trasmesso in tv, il leader del Likud ha sostenuto che il caso contro di lui minaccia di minare la volontà degli elettori.

Dal canto suo, al termine delle consultazioni, Lapid ha riferito di aver offerto a Bennett, a capo di Yamina, un accordo per una premiership a rotazione, con il tecno-colono per primo a guidare la coalizione di governo. “Chiunque abbia visto l’irresponsabile apparizione di Netanyahu oggi capisce che lui non può continuare (a essere premier). E’ diventato pericoloso, per se stesso, per lo Stato d’Israele e per lo stato di diritto”, ha commentanto Lapid, facendo riferimento all’attacco di Netanyahu contro la procura.

L’intento di Lapid è di formare un governo che metta insieme partiti di sinistra, centro e di destra, a partire dai 17 seggi del suo Yesh Atid, per arrivare alla maggioranza di 61 necessaria. “Siamo decisi a portare il cambiamento che abbiamo promesso al popolo d’Israele, di evitare un governo guidato da un sospetto criminale e dipendente da razzisti ed estremisti”, ha aggiunto il leader centrista, sottolineando che “la prova per un leader è prendere decisioni difficili in situazioni complesse”. “Ho offerto a Bennett un governo di unità nel quale lui potrebbe essere il primo a rotazione tra noi due. E’ quello di cui il Paese ha bisogno adesso, ha bisogno di vedere che i suoi leader possono lavorare insieme”.

Il leader centrista ha esortato “i partiti e i leader che hanno promesso il cambiamento”, schierandosi contro Netanyahu, a non lasciare che il premier riesca a dividerli per ottenere il sostegno necessario. “Lui non ha un governo, non ha una maggioranza, è ostaggio nelle mani di estremisti. E’ una lunga battaglia e chiunque sarà abbastanza determinato, abbastanza paziente e focalizzato, vincerà”, ha assicurato Lapid.

(Agi)

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