In Egitto ennesima udienza per la scarcerazione di Patrick Zaki

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Lo studente 29enne dell’Università di Bologna è detenuto da oltre un anno in Egitto, nella prigione di Tora. I legali torneranno a chiederne il rilascio immediato.

Le speranze ci sono. Ma è altrettanto vero che l’Egitto sulla vicenda dello studente dell’università di Bologna sta usando la mano pesante.
È fissata per oggi al Cairo una nuova udienza sulla custodia cautelare in carcere per Patrick George Zaki, lo studente 29enne dell’Università di Bologna detenuto da oltre un anno in Egitto, nella prigione di Tora.

I legali torneranno a chiederne il rilascio immediato.

Il ricercatore, attivista per i diritti umani, che a Bologna seguiva un master europeo, è accusato fra l’altro di propaganda sovversiva e istigazione al terrorismo sulla base di alcuni post su Facebook da un account che secondo i suoi legali non è il suo.

 Rischia 25 anni di carcere.
“Come sempre le sensazioni nel giorno dell’udienza sono contrastati – dice A Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia -. C’è la speranza che 14 mesi di detenzione possano bastare per giudicare Patrick innocente. C’è la sensazione di una imprevedibilità delle decisioni da parte della magistratura egiziana e c’è l’attesa, come sempre, di conoscere l’esito che come spesso accade non sarà contemporaneo alla fine dell’udienza. La speranza è sempre viva”.

Riconoscere la cittadinanza a Zaki
“A quasi 14 mesi dall’arresto arbitrario e illegale oggi ennesima udienza per Patrick Zaki. Per la sua libertà e in nome dei diritti umani serve riconoscergli al più presto la cittadinanza italiana, agire con forza sulle autorità egiziane, chiedere impegno concreto alla Ue”. 
Così la senatrice Valeria Fedeli, capogruppo Pd in commissione Diritti umani a Palazzo Madama.

(Globalist)

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