Delta ‘libera’ i posti centrali in aereo 

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Non resteranno più vacanti quelli tra il finestrino e il corridoio come finora, per limitare i casi di contagio. La compagnia aerea americana ha preso questa decisione visto il ‘boom’ di prenotazioni e l’avanzata dei vaccini. L’anno scorso ha perso oltre 12 miliardi di dollari

E’ boom di passeggeri per Delta Air Lines che ha registrato negli ultimi giorni più di 1 milione di passeggeri – il numero più alto dal periodo pre-pandemico – e ha deciso di ‘aprire’ ai posti centrali nell’aereo, un mese prima del previsto.
Proprio per mancanza di posti disponibili, la compagnia si è ritrovata a cancellare dei voli e scusandosi con i clienti, e ha annunciato di aver preso nuove misure per aumentare la capienza degli aerei, compresa l’apertura di posti centrali.
In realtà questa disposizione sarebbe dovuta essere operativa dal mese di maggio, a mano a mano con la ripresa dei viaggi aerei e con l’avanzare della campagna di vaccinazione negli Usa. Ma l’eccessiva domanda ha convinto l’azienda a riaprire i posti centrali (quelli in pratica tra il finestrino e il corridoio) prima del previsto e soltanto nei giorni di domenica e lunedì.

Ieri, i siti web di tre hub Delta hanno mostrato 33 voli cancellati in arrivo o in partenza. C’erano 19 all’aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson di Atlanta, altri 11 all’aeroporto metropolitano di Detroit e altri tre all’aeroporto Minneapolis-St.
Dopo aver saputo che quasi il 65% delle persone che hanno volato su Delta l’anno scorso si aspetta di essere vaccinata entro il 1° maggio, Delta ha deciso di prendere questa coraggiosa decisione e di non limitare più i posti a sedere. Non tutte le compagnie aeree lo avevano fatto: ad esempio, United Airlines UAL non ha mai operato in tal senso e American AAL, solo per poco tempo.
I viaggi aerei negli Stati Uniti si stanno riprendendo dai minimi pandemici. Negli ultimi 20 giorni, più di 1 milione di viaggiatori hanno transitato negli aeroporti statunitensi, anche se il traffico di marzo rimane in calo di quasi la metà rispetto allo stesso mese del 2019. E i numeri sono in aumento verso la cruciale stagione delle vacanze estive. L’anno scorso è stata una catastrofe per le compagnie aeree, e solo Delta ha perso oltre 12 miliardi di dollari.

(Agi)

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