Mentre Israele si mette al riparo dal Covid record di contagi nei territori palestinesi

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Sono stati registrati 2.806 contagi nelle ultime 24 ore: sono 1.628 nella Striscia di Gaza e 1.178 in Cisgiordania. Il bollettino del ministero della Salute ha registrato anche 25 morti

È una notizia che fa riesplodere la questione tra Israeliani e Palestinesi. Israele ha vaccinato quasi il 60% della popolazione, mentre i territori palestinesi meno dell’1%. Mentre in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza la pandemia ha raggiunto numeri record, e le terapie intensive versano in condizioni a limite, in Israele si riapre e la gente torna ad uscire.
La campagna vaccinale Israeliana sta evidenziando qualcosa: i palestinesi sono un popolo dimenticato e lasciato a se stesso.

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.806 contagi in Cisgiordania e la Striscia di Gaza, un dato senza precedenti per i Territori palestinesi.
Il bollettino del ministero della Salute registra anche 25 morti. Dei nuovi casi di coronavirus, 1.628 sono nella Striscia di Gaza e 1.178 in Cisgiordania.

A differenza di Israele, la vaccinazione contro il covid-19 è ancora molto indietro nei territori palestinesi.
Dall’inizio della pandemia, vi sono stati 277mila contagi e quasi 3mila morti.

Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, ha esteso ieri fino al 30 aprile lo stato d’emergenza in Cisgiordania, a causa dell’aumento dei contagi.
Rimane in vigore il coprifuoco dalle 19 alle sei del mattino, mentre venerdì e sabato sono aperti solo negozi di alimentari e farmacie.
Sono vietati matrimoni, funerali, feste e qualsiasi forma di riunione pubblica. Fabbriche e uffici possono lavorare in presenza solo con la metà del personale.

(Globalist)

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