Covid: martedì si vota la mozione sulla riapertura delle scuole alla Camera

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I Cinque Stelle presentano la mozione: “Bisogna tenere conto dei danni relativi alla sospensione delle attività didattiche in presenza, su un piano psicologico, sociale, formativo ed educativo”

Martedì prossimo, verrà discussa alla Camera, la mozione dei Cinque Stelle “concernente iniziative volte alla riapertura in sicurezza degli istituti scolastici di ogni ordine e grado”.

Il testo, a prima firma di Marco Bella, deputato pentastellato e membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) impegna il governo “a intraprendere ogni possibile iniziativa finalizzata alla riapertura in sicurezza degli istituti scolastici di ogni ordine e grado per riprendere l’indispensabile attività didattica in presenza”.

I grillini chiedono inoltre di “considerare prioritaria la riapertura delle scuole anche rispetto ad altre attività essenziali, anche in considerazione del minore rischio di contagio e dell’importanza educativa dell’istituzione scolastica per l’intera comunità”.

Rivolgendo, inoltre, l’appello a “garantire la massima uniformità sul territorio nazionale delle decisioni relative all’apertura delle istituzioni scolastiche, ammettendo esclusivamente casi di chiusura adeguatamente motivati, di stretta necessità”.

A motivare la richiesta di accelerare sulla riapertura della scuola in presenza i firmatari del movimento ricordano “i danni” relativi alla “sospensione delle attività didattiche in presenza, su un piano psicologico, sociale, formativo ed educativo”.
Con particolare disagio per “chi si trovava già in una condizione di povertà educativa, nonché le fasce meno abbienti, impossibilitate ad accedere a dispositivi elettronici e di connessione digitale”.

Nel testo presentato giovedì a Montecitorio, vengono richiamati gli esempi di altri paesi, che, a differenza dell’Italia, hanno mantenute le scuole aperte.
“Paesi come Francia (ma recentemente Macron ha chiuso, ndr), Spagna, Austria, Svizzera, Belgio – si legge nella mozione – hanno deciso di mantenere le scuole aperte, sempre nel rispetto dei protocolli sanitari indicati dai diversi Stati”. E “altri Paesi, come Germania e Regno Unito, hanno riaperto gli istituti scolastici gradualmente dopo periodi di lockdown totale”.

Quindi, a fronte di questi casi “la chiusura delle scuole non risulta essere una misura di contrasto che possa incidere in modo significativo sul controllo della pandemia in corso”. Infine “secondo una recentissima e imponente ricerca italiana condotta da una squadra di epidemiologi, medici, biologi e statistici, tra cui Sara Gandini dello Istituto europeo di oncologia di Milano, sulla base dei relativi dati raccolti si può affermare che la scuola è uno dei luoghi più sicuri rispetto alle eventuali possibilità di contagio del virus”.

(Globalist)

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