La monnezza itinerante del Lazio

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Con l’ordinanza del 1° aprile 2021 (bel pesce d’aprile!), n. Z00010 avente ad oggetto “Disposizioni in materia e gestione dei rifiuti urbani al fine di evitare l’interruzione del pubblico servizio di gestione dei rifiuti”, la Regione ha “ordinato” di conferire la “monnezza” di Roma, di Latina e di Frosinone presso la discarica Ecologia Viterbo srl e la discarica Fosso Crepacuore di Civitavecchia.

Già da tempo i rifiuti della Capitale vengono trasportati altrove, anche in Abruzzo e in Toscana, a dimostrazione che la gestione dei rifiuti nel Lazio ha fallito. Inutile cercare di spiegarne i motivi, io so bene “chi ha responsabilità di cosa“, non mi interessa ora individuare il colpevole della singola situazione. Guardandola nel suo complesso la gestione dei rifiuti della nostra regione ha fallito.

E c’è anche chi – ancora oggi – si stupisce della mia intransigente posizione sull’impianto di trattamento dei rifiuti organici che AMA vorrebbe realizzare (e se il Consiglio di Stato non ribalterà il giudizio espresso dal TAR Lazio al primo ricorso questo impianto verrà realizzato) proprio al confine sud di Anguillara, tra la località “I 2 pini” e Osteria Nuova.

Come si può avere fiducia? Come si può pensare che una comunità come la nostra, che dal 2006/2007 ha applicato con enormi sforzi (anche economici dei cittadini) la raccolta differenziata, accetti il rischio di ritrovarsi, in futuro, con gabbiani svolazzanti, odori nauseabondi, mezzi pesanti che vanno e vengono, etc etc per “supportare” la incapacità politico-amministrativa nella gestione dei rifiuti della Capitale?

Fossimo a ridosso di una città del nord (che prendo ad esempio non per la collocazione geopolitica ma geografica), con autosufficienza impiantistica, obbligata alla gestione del rifiuto dentro i propri confini, allora potremmo anche ragionare sul da farsi. Ma allo stato attuale è impossibile qualsiasi ragionamento!

Il nostro Comune deve tendere ad una organizzazione il più possibile autonoma nella gestione del rifiuto, è impossibile e rischioso perdurare in un atteggiamento attendista su questo delicato tema. Non possiamo pensare di continuare a produrre “monnezza” (la parte indifferenziata) per smaltirla altrove, come oggi avviene. Perché è proprio su questo principio che ha fatto leva il Piano Regionale dei Rifiuti laddove parla di “autosufficienza su scala regionale”. Autosufficienza che Roma non ha, come non la hanno molte altre città della regione.

L’Amministrazione deve subito attivarsi, prendere contatti con la Regione, seguire da vicino l’evolversi di questa nuova emergenza rifiuti, perché nella suddetta ordinanza, a chiosa finale, si dispone quanto segue: “a Roma Capitale e ad AMA spa, entro 30 giorni dalla notifica della presente ordinanza, di trasmettere un piano impiantistico ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza e smaltimento, in cui ci si impegni a realizzare una rete integrata e adeguata di impianti ai sensi dell’art. 182-bis del d.lgs. 152/2006“.

Che tradotto, ma ammetto di essere molto diffidente, vuol dire “avete 30 giorni per trovare una soluzione” e quando la “non politica” agisce in emergenza – come in questo caso – non prende decisioni, ma impone delle scelte! E come sappiamo il nostro territorio è da tempo sotto i riflettori (vedi discarica nei pressi di Tragliatella e impianto di compostaggio nei pressi di Osteria Nuova).

Enrico Stronati, Consigliere comunale-Fuori dal Comune di Anguillara

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