Washington, auto travolge due agenti vicino al Congresso. Morto un poliziotto e il conducente Noah Green

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“Sembra che non si tratti di terrorismo”, ha detto il capo della polizia. Sul posto l’FBI.  Bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca

 Capitol Hill di nuovo sotto attacco. Anche se questa volta è un uomo solo, un ragazzo, che travolge e aggredisce due agenti di polizia. Un poliziotto è stato ucciso, si chiamava William Evans, un altro è rimasto ferito. Morto anche l’assalitore: Noah Green, venticinquenne originario dell’Indiana.

Alle 13.02 di venerdì 2 aprile, Green ha lanciato la sua auto, una berlina blu, contro una delle barriere che proteggono il Congresso degli Stati Uniti e poi si è scagliato, armato di coltello, contro gli agenti. E’ stato ucciso dalla polizia dopo aver accoltellato l’ agente Evans.

Torna la paura dopo l’assalto il 6 gennaio scorso di centinaia di supporter di Donald Trump che presero d’assalto il Campidoglio di Washington mentre era in corso la seduta in cui il Congresso avrebbe dovuto ratificare formalmente la vittoria del presidente eletto Joe Biden, in cui morirono cinque persone.

Noah Green sarebbe un discepolo della Nation of Islam, la setta islamica nata a Detroit negli anni 30 del secolo scorso. Secondo quanto riferito nel breve briefing alla stampa da parte dei vertici della Capitol Police e della Metropolitan Police di Washington, il sospettato non era precedentemente noto alle forze di polizia. E Robert Contee, comandante della Metropolitan Police di Washington, ha dichiarato nella prima conferenza stampa: “Non sembra un atto di terrorismo, ma le indagini sono in corso”.

Sul posto dell’incidente sono  arrivati anche gli uomini dell’Fbi mentre l’auto blu dell’aggressore è stata attentamente perquisita, ma nulla è ancora trapelato sul movente che ha indotto l’aggressore ad agire, ossia se si tratti di un atto di terrorismo o di uno squilibrato.

Il Campidoglio è stato isolato per una “minaccia esterna alla sicurezza”. Ai parlamentari è stato ordinato di non entrare o uscire dal complesso, autorizzati solo i movimenti tra i palazzi, ma stando lontano da finestre e porte.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si è detto “affranto”. Il capo dello Stato, che ha lasciato Washington alla volta di Camp David per il fine settimana, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia del poliziotto e ha ordinato bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca.

La portavoce Jen Psaki aveva in precedenza assicurato che Biden sarebbe stato aggiornato in tempo reale dal suo staff nonostante la lontananza fisica. Anche la presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi, ha ordinato di abbassare a mezz’asta le bandiere degli edifici del Congresso in onore dell’ufficiale che ha perso la vita.

Il senatore repubblicano Mitch McConnell ha twittato i suoi auguri ai due poliziotti feriti. E ha scritto che ancora si sta cercando di capire cos’è successo.

E’ in condizioni stabili e non in pericolo di vita il secondo agente della Us Capitol Police. Evans, l’agente ucciso, aveva alle spalle 18 anni di carriera nell’agenzia federale.

Chi è Noah Green, dai profili social l’identikit dell’aggressore

Dai profili social riconducibili a Noah Green emergerebbe come il 25enne soffrisse probabilmente di disturbi mentali. Su Facebook e Instagram, riportano i media Usa, sosteneva di avere paura dell’Fbi e della Cia e di essere nel mirino del governo federale che voleva ottenere il controllo della sua mente. In diversi post si professava poi un ammiratore e seguace di Louis Farrakhan, religioso statunitense di 87 anni, musulmano, leader della Nation of Islam, più volte al centro di polemiche per alcuni suoi discorsi considerati antisemiti, omofobi e misogini. Green descriveva Farrakhan come “Gesù, il Messia” e il suo padre spirituale. Poche ore prima dell’aggressione il 25enne, una laurea in finanza conseguita nel 2019 alla Cristopher Newport University, in Virginia, su Instagram aveva affermato come il governo Usa è “il nemico numero uno” per la comunità afroamericana. In una biografia online dei tempi dell’università scriveva poi che la persona della storia che avrebbe voluto incontrare era Malcolm X, e in alcuni post si firmava ‘Brother Noah X’. Tra il materiale pubblicato da Green, anche un certificato che attesta la donazione di oltre mille dollari a favore della Nation of Islam e i video di alcuni discorsi di Farrakhan, uno dei quali è intitolato ‘La distruzione divina dell’America’. “Il Ministro – commentava Green riferendosi a Farrakhan – è qui per salvare me e il resto dell’umanità, anche se questo vuol dire affrontare la morte.

(La Repubblica)

 

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