L’Italia lascia sul mercato 600mila dosi Pfizer: Germania, Danimarca e Svezia ringraziano

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I ‘frugali’ mettono mano al portafogli e acquistano i vaccini rimasti in vendita. Il Belpaese ha preferito accontentarsi di qualche fiala in meno, ma entro giugno dovrebbe comunque riuscire a vaccinare quasi il 60% dei suoi abitanti

Circa 600mila dosi Pfizer/BioNTech che sarebbero spettate all’Italia sono andate ad altri Paesi Ue. È quanto emerge da un documento circolato tra i diplomatici europei e diventato di dominio pubblico ieri sera. La decisione dell’Italia di ordinare meno dosi di quelle che le sarebbero spettate in proporzione alla sua popolazione è stata presa nei mesi scorsi e non sono date a sapere le ragioni del Governo italiano. Fatto sta che Roma avrebbe potuto ordinare fino a 34,5 milioni di dosi Pfizer/BioNTech per il primo semestre dell’anno. Invece l’ordine di dosi arrivato dall’Italia si è fermato a quota 33.925.632, come si legge nella tabella diffusa ieri, lasciando ‘libere’ circa 600mila dosi del primo vaccino approvato dall’Ema. Il Belpaese ha dunque ordinato solo il 98,2% di quanto gli sarebbe spettato.

Dove sono andate le dosi cedute dall’Italia

Roma non è stata l’unica capitale a cedere dosi. Tra i Paesi che hanno ordinato meno vaccini Pfizer ci sono la Lettonia (con il 41% delle dosi che le spettavano), la Croazia (46,1%), la Bulgaria (46,6%), l’Estonia (70%), l’Austria (91,9%) e altri dodici Stati Ue. Dall’altra parte ci sono i nove Paesi che hanno invece comprato per sé le dosi lasciate sul mercato Ue. Tra le nazioni che si sono avvantaggiate di più della taccagneria degli altri Governi sono state Malta (147,7%), la Danimarca (126,4%), la Germania (111,2%) e la Svezia (107,5%).

Quasi 6 italiani su 10 vaccinati entro giugno

A conti fatti, l’Italia riuscirà comunque a colmare l’assenza delle dosi cedute agli altri Paesi con i 10 milioni di dosi extra in arrivo da Pfizer nel secondo trimestre dell’anno anziché nel terzo. Di questi vaccini attesi in anticipo, circa 940mila dosi andranno a Roma, secondo quanto stabilito dal meccanismo di compromesso proposto dalla presidenza portoghese per uscire dall’impasse sull’assegnazione delle dosi extra. Secondo i calcoli presentati, con le dosi in arrivo nel secondo trimestre e sommate a quelle arrivate finora, l’Italia sarà capace di vaccinare circa il 57,14% della sua popolazione entro fine giugno.

(Tommaso Lecca – EuropaToday)

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