L’indice di contagio Rt è sceso sotto quota 1, ma l’Iss è preoccupato per le terapie intensive

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Brusaferro: i reparti di rianimazione sono occupati al 41% da pazienti Covid. Raggiunta complessivamente quota 3.704. E aggiunge: grazie ai vaccini “la curva ha cominciato a decrescere, ma è una decrescita molto lenta”

In Italia è ancora in calo l’indice Rt ma desta preoccupazione il tasso di saturazione delle terapie intensive. E’ il dato allarmante emerso dalla riunione della Cabina di Regia sul monitoraggio settimanale della pandemia. Questa settimana l’indice Rt è sceso a 0,98, quindi sotto la soglia dell’1, contro l’1,08 della scorsa settimana e l’1,16 di due settimane fa. E anche l’incidenza è in calo, a 232 casi settimanali per centomila abitanti (la scorsa settimana 240). A preoccupare, però, come spiega il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, al punto stampa “i ricoveri sono ancora in crescita e destano preoccupazione il tasso di saturazione delle terapie intensive, occupate al 41% da pazienti Covid”.

Se vedono gli effetti delle vaccinazioni. “L’andamento delle vaccinazioni sta rapidamente crescendo e la percentuale di focolai tra le strutture ospedaliere e le Rsa ha avuto una regressione molto netta, anche questo dovuto alla strategia vaccinale, con sanitari e Rsa tra le priorità”, spiega Brusaferro. “La curva ha cominciato a decrescere, ma è una decrescita molto lenta – dice ancora – l’età media dei nuovi casi è stabile ed è intorno ai 40-50 anni, ma il numero di nuovi casi tra gli operatori sanitari rimane basso, a conferma dell’efficacia delle vaccinazioni. C’è anche una decrescita dei casi tra gli over 80, sempre conseguenza delle vaccinazioni”.

Secondo Brusaferro è importante non abbassare la guardia: “In alcuni Stati anche vicini vediamo una intensificazione della circolazione. In quasi tutti i Paesi europei c’è stata una ripartenza”, spiega il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. Proprio per questo, aggiunge, “l’apertura delle scuole necessita di misure molto strette di controllo. L’incidenza ancora elevata mostra una tendenza a decrescere, possiamo immaginare di poter tenere questa situazione mantenendo contemporaneamente un rigoroso rispetto delle altre misure. Facciamo un investimento sulla scuola, che richiede grande attenzione in tutto il resto“, conclude.

(Agi)

 

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