2 Febbraio, 2023
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Draghi attacca AstraZeneca e avverte: “Ci sono aziende che si sono vendute più volte i vaccini”

Il Premier in conferenza stampa accusa l’azienda anglo svedese di aver venduto 2-3 volte i vaccini e che non è escluso un blocco alle esportazioni per fermarla.

Nella conferenza stampa da Palazzo Chigi tenutasi nel pomeriggio, Mario Draghi ha riportato quanto da lui proferito durante il consiglio europeo di ieri.
Il premier ha sottolineato che in Europa c’è una grande intesa sul blocco all’export da infliggere alle aziende farmaceutiche, vedi AstraZeneca, che non rispetteranno gli accordi sulle forniture di vaccini: “Un blocco verso il Regno Unito? I blocchi vanno verso le case produttrici, a me pare che alcune società abbiano venduto le dosi 2-3 volte.
Non dobbiamo arrivare al blocco, e non ci arriveremo”, è l’affondo di Draghi.
Sui contratti per le forniture ha detto: “Mi riservo di esaminare la parte giuridica degli ultimi contratti.
Confermo quanto detto: c’è in gioco la salute, la vita e la morte, bisogna cercare il coordinamento europeo e se non si vede la soluzione bisogna cercare altre strade.
Io però starei attento a fare certi contratti”, ha detto il presidente del Consiglio.
Il riferimento, in particolare, è allo Sputnik, infatti il premier ha spiegato che la strada è ancora lunga.
L’Ema dovrà valutare i dati e ci vorrà ancora qualche mese: “Ieri – ha continuato Draghi – la presidente della commissione ha messo in luce come, da un’indagine fatta dalla commissione parlando col fondo d’investimento russo, possono produrre massimo 55 milioni di dosi, di cui il 40% in Russia e il resto all’estero.
È vaccino in due dosi, a differenza di Johnson & Johnson, e all’Ema non è stata ancora presentata formale domanda su questo ma sta facendo review delle varie componenti e non si prevede che l’Ema si pronunci prima di tre o quattro mesi. Se va bene il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell’anno”.

Un riferimento poi all’export dei vaccini; la Commissione, ha spiegato poi Draghi, ha ampliato i criteri sullo stop all’esportazione del prodotto anticovid: “Il criterio enunciato dalla commissione è in parte una modifica del criterio precedente.
Prima l’unico requisito per lo stop all’export di un certo vaccino era il non rispetto del contratto da parte di una società.
Ieri la commissione ha allargato il criterio introducendo le parole proporzionalità e reciprocità e conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, ovvero se consente o meno le esportazioni.
La proporzionalità e un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati”.

Il presidente del Consiglio ha anticipato poi l’intenzione del governo di intervenire con un provvedimento per sanzionare i sanitari non vaccinati, alla luce dei recenti cluster che si sono verificati in Liguria: “Il governo intende intervenire – ha spiegato il presidente del Consiglio – non va bene che operatori sanitari non vaccinati siano a contatto con malati, la ministra Cartabia sta prendendo un provvedimento a riguardo”. “La stragrande maggioranza di medici e infermieri – ha precisato il ministro Roberto Speranza, al fianco del premier in conferenza stampa – ha risposto positivamente e ha ricevuto le dose”.

(Globalist)

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