“Interrogazione alla Regione sugli abusivismi a Montebello – Critiche a Prefettura e Ministero degli Interni”

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Riceviamo e pubblichiamo il testo di una interrogazione dei consiglieri regionali Lazio Marco Cacciatore e David Porrello sulle vicende di abusivismo a Montebello, Bracciano

 

 

Al Presidente del Consiglio regionale del Lazio
On. Mauro Buschini

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Oggetto: Lottizzazione Montebello, Bracciano (RM).

PREMESSO CHE

– La lottizzazione Montebello di Bracciano, a firma dell’archistar Portoghesi, doveva essere un’opera d’arte ma versa oggi in condizioni disastrose, per le urbanizzazioni mancate e per le difformità rispetto ai progetti, che potrebbero essere definite serenamente “abusi”, di fronte alle quali le competenze comunali sono rimaste intollerabilmente inerti;
– gli abusivismi, per legge, vanno demoliti “immediatamente”, per tutelare l’autorità dello Stato, a meno che non ci sia una sospensiva Tar o un ricorso contro il suo diniego (cft. Consulta 345/1991, l. 241/1999, Dpr 380/2001, CdS 2565 del 10-5-2013, Tar Sicilia (II sez.) 1020/2019, nonché Antoniol “Confisca Edilizia”, pag. 232 e seg.);
– per mancanza di “fumus boni juris”, nel caso di specie la Magistratura amministrativa respinse ogni sospensiva, entrando di fatto nel merito, né contro i dinieghi ci fu un ricorso;
– in tali casi la legge nega all’Abusivo i “ristori”, persino se poi (ipotesi remota!) vincesse nel merito.
– in un quadro decisionale unitario delle strutture regionali, il 28 maggio 2019, il presidente Zingaretti ha firmato il decreto che nomina il Commissario ad acta anti- abusi, su relazione tecnica delle Direzioni Urbanistica e Avvocatura, fatta propria dall’assessore Valeriani, e su input dei consiglieri Cacciatore e Porrello, del Difensore civico e del Comitato di quartiere Montebello.

CONSIDERATO CHE

– il Commissario ha chiesto al Comune, ex lege, se volesse acquisire i manufatti abusivi alla proprietà pubblica, unica alternativa legale alle demolizioni (un ristorante di 1.100 mq, una piscina, 5 gazebo, 1 spogliatoio);
– il Comune rifiuta la proposta, che avrebbe inoltre riqualificato il proprio deficit con un valore di circa 2 milioni di euro, se avesse acquisito al patrimonio l’edificato;
– impegnando denaro pubblico, invece di bersagliare gli Abusivi, muove causa alla Regione, ritenendo illegittima la nomina del Commissario, motivando con la pendenza di contenziosi in corso; il Tar boccia la sospensiva sollevata dal comune e sopra richiamata (ord. 5539 del 7-9-2020), confermando la correttezza della procedura predisposta dalla Regione;
– il Commissario coinvolge la Prefettura, ente sostitutivo (lex-Conte 11-9-2020, n 120 sulle semplificazioni);
– il ramo di Prefettura competente, il 26 gennaio 2021 incontra da remoto Comune, Regione e Commissario, escludendo il Comitato Montebello;
– si decide l’uso del Genio Militare, che il 2 febbraio fa il sopralluogo e una stima-costi;
– il 9 febbraio la Prefettura torna indietro e accoglie la tesi dilatoria del Sindaco, dimenticando però che il Tar, proprio sul tema dei contenziosi in corso, ha già dato torto al Sindaco;
– l’indomani, sulla stampa, il Sindaco elogia la Prefettura e scredita la Regione;
– l’11 febbraio il Comitato di quartiere Montebello denuncia “l’illegittimo stop alle demolizioni”, dettato “da motivi elettoralistici”, e informa che il 20 aprile non ci sarà alcuna sentenza, ma una delle numerose udienze in 12 anni (già spostata, peraltro, al 18 maggio), con sentenza in mente Dei;
– il 25 febbraio il Commissario chiede alla Prefettura di ripensare le procedure, sostenendo che per legge le demolizioni vanno fatte immediatamente;
– il 5 marzo la Prefettura rigetta il petitum, e, travalicando lo status di ente sostitutivo, emana una circolare Mininterno ad hoc, del 16 febbraio, a suo dire “interpretativa” della lex-Conte sulle semplificazioni;
– la circolare (non esibita, priva di protocollo e Ufficio), invece d’interpretarla, però, “crea” ex abrupto una nuova legge, abolisce la vigente, bacchetta nei fatti la Regione per la nomina del Commissario, irride alle delibere Tar contrarie alle sospensive, rende addirittura inutile l’esistenza stessa della sospensiva nel diritto amministrativo;
– per la fantasiosa circolare, infatti, la “Legge Conte” sulle semplificazioni, stravolgendo alla radice l’assetto giuridico, impedirebbe le demolizioni dei manufatti abusivi, senza sentenze passate in giudicato (una tesi, questa, risibile, immaginosa e inesistente nel testo, la cui ratio, su input UE, risulta invece opposta: sbloccare le procedure, non bloccarle ulteriormente all’infinito).

TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO E CONSIDERATO, SI INTERROGA

La Giunta regionale del Lazio e l’Assessorato competente per sapere quali strumenti si intenda adottare per:
a) tutelare serietà, professionalità e correttezza della Regione, prodigatasi unitariamente nella nomina del Commissario;
b) ripristinare la legalità, anche chiarendo la portata degli atti della Prefettura, in seguito alla circolare del Min. Interno di cui sopra;
c) contribuire a rendere davvero operativa la Legge Conte sulle semplificazioni, che una parte della Burocrazia vorrebbe bloccare con pretesti vari, impedendo il nostro aggancio all’Europa del “Recovery Found”.

Marco Cacciatore
David Porrello

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