Poteri speciali a Roma: ecco cosa prevede il ddl bipartisan

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Poteri speciali, risorse e strumenti per Roma, sul modello di Parigi, Londra e Berlino.
Si avvia a partire dalla Camera con un sostegno bipartisan l’iter della riforma costituzionale

per attribuire a Roma Capitale i poteri speciali, analoghi a quelli di una Regione.

Giovedì 11 marzo la commissione Affari Costituzionali inizierà l’esame sia di un ddl di riforma costituzionale presentato da Fi (primo frimatario Paolo Barelli) sia di alcune leggi ordinarie che intervengono sullo Statuto della Città e sull’accesso alle risorse. Una scommessa che ha come primi “nemici” le eventuali polemiche durante la campagna elettorale per le amministrative di ottobre, e il tempo limitato prima della fine della legislatura.

Il presidente della Commissione, Giuseppe Brescia (M5s) ha incardinato la proposta di legge costituzionale presentata da Fi (primo firmatario Paolo Barelli) che interviene sull’articolo 124 della Carta, trasformando la Città metropolitana di Roma in una Regione. Ad essa sarà abbinato un testo del Dem Roberto Morassut, dello stesso tenore, che interviene anche sulle due altri grandi aree urbane del Paese, Napoli e Milano, dando loro gli stessi strumenti.

Parallelamente a una riforma costituzionale viaggeranno due proposte di legge ordinarie, una di Francesco Silvestri (M5s) e un’altra di Stefano Fassina (Leu) e Roberto Magi (+Europa). La prima semplifica i meccanismi di accesso ai fondi nazionali ed europei da parte di Roma Capitale; la seconda interviene sullo Statuto di quest’ultima, facendola coincidere con l’Area Metropolitana. Questo significa che il Presidente dell’area metropolitana verrebbe eletto direttamente dai cittadini e che gli attuali municipi avrebbero lo statuto dei Comuni metropolitani, a cui il sindaco di Roma potrebbe delegare una serie più o meno ampia di poteri e risorse. La relatrice della legge ordinaria sarà Vittoria Baldino (M5s). La sindaca Virgina Raggi ha salutato con favore l’inizio del percorso istituzionale, sollecitato da un’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Assemblea capitolina il 24 febbraio. Raggi sarà la prima ad essere ascoltata in parlamento in un ciclo di audizioni preannunciato da Brescia.

(msn.com)

 

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