L’8 marzo visto da una studentessa del liceo Vian di Bracciano

229

Questa breve riflessione di una giovane studentessa sottolinea un concetto tanto naturale quanto disconosciuto, spesso declamato a gran voce ma poi disatteso clamorosamente.

Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

 «Così inizia una poesia di Shakespeare in onore alle donne, così il poeta decide di omaggiare gli esseri umani considerati il sesso debole, il sesso da proteggere. Nella giornata della Festa della Donna questa poesia diventa quasi un mantra sui social media più usati (Facebook, Instagram..), ma soffermiamoci un attimo a guardare la realtà in modo razionale: effettivamente quante donne vengono festeggiate solo e solamente il giorno 8 Marzo? Quante volte poi una donna deve combattere per diritti che agli uomini vengono riconosciuti senza alcuno sforzo?

Perché una donna deve lottare, deve sudare e deve stare zitta in mille occasioni e poi deve anche fingersi felice degli auguri ricevuti in questa, ormai purtroppo, solo commerciale festività?

Dovremmo crescere i bambini con un’idea della Donna diversa rispetto a quella che ci è stata inculcata, dovremmo insegnare loro, invece, che la donna va festeggiata tutto l’anno, anche più volte al giorno, non solo con una mimosa.

Bisogna ricordare a tutti gli esseri umani che davanti ad una Donna che lotta ogni giorno per i suoi diritti e non si stanca mai di farlo, bisogna inchinarsi e bisogna dire Grazie.

L’otto Marzo deve essere ogni giorno, in tutto il mondo.»

         
      Caterina Franzese

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui