l virologo Ricciardi: “Non ci hanno ascoltati, ora la terza ondata ci travolgerà”

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Il Consigliere del Ministro della Salute: “Molti decisori politici, a livello sia nazionale sia locale, sono stati irresponsabilmente arrendevoli”

Le sue dichiarazioni sono state spesso oggetto di discussione, ma non si può dire che Ricciardi non sia stato uno di quelli che ha richiesto un lockdown qualche settimana fa.

Adesso che l’Italia si avvia ad essere “travolta” dalla terza ondata del Covid, Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, delinea lo scenario.

“Avevamo avvertito e non siamo stati ascoltati, e ora l’Italia si avvia a essere travolta da una terza ondata epidemica, resa più impetuosa dalla contagiosità delle varianti virali e dalla irresponsabile arrendevolezza di molti decisori politici, a livello sia nazionale sia locale, che anziché anticipare il virus basando le decisioni sull’evidenza scientifica lo inseguono sulla base di fallaci opinioni o di pressioni di lobby di diversa tipologia”, afferma, prima di stigmatizzare valutazioni e giudizi in tema di vaccini forniti da soggetti incompetenti.

“Naturalmente, molti di loro avrebbero saputo negoziare molto meglio della più brava negoziatrice dell’Unione Europea e avrebbero acquistato o prodotto milioni di dosi in pochi giorni per vaccinare tutti gli italiani”, dice, puntando il dito anche contro colo che “avrebbero immediatamente comprato milioni di dosi di Sputnik, il vaccino russo e perché no, anche di quello cinese, e a chi importa sapere dove e come vengono prodotti”.

Ce n’è anche per chi punterebbe sulla somministrazione di una sola dose di vaccino ad un numero più ampio di persone, rinviando la seconda dose: “Il primo ministro britannico, a detta dei più autorevoli scienziati di Sanità Pubblica inglesi, sta giocando d’azzardo. Dopo aver portato il Paese a una situazione drammatica con decisioni tardive e limitate, ha forzato le conoscenze e le competenze degli scienziati, correndo il rischio di dare a milioni di cittadini una copertura che non dura abbastanza e, al contempo, favorire l’emergere di nuove varianti virali ancora più aggressive”.

(Globalist)

 

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