Piemonte, Marche e Lombardia in arancione, Basilicata in rosso”

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Rezza: “Chiudere le scuole fa male ma va considerato”

In base al monitoraggio della cabina di regia, cambiano i colori di alcune Regioni. Anche il Molise chiede di andare nella zona con più restrizioni. La Liguria va verso il giallo.

L’Rt nazionale è a 0,99. La Cabina di regia: “L’epidemia cresce, urgenti nuove misure”

Tre regioni diventano arancioni e una rossa da lunedì. In base al monitoraggio della Cabina di Regia la Lombardia, il Piemonte e le Marche diventano arancioni. Non è l’Rt a farle spostare di zona, perché resta sotto 1 ma il rischio, per tutte e tre alto. Inoltre la Basilicata ha dati da rosso. Poi c’è il Molise che avrebbe chiesto di essere inserito nella zona con le massime restrizioni. La Liguria invece con due settimane consecutive di dati da giallo dovrebbe lasciare l’arancione e rientrare in quel colore. Infine la Sardegna ha tutti i dati in regola per diventare la prima regione d’Italia in zona bianca.

 

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“In Italia ci sono zone e regioni con incidenza molto elevata, come in Trentino, Molise e Abruzzo, per la presenza della variante inglese. Anche in Umbria, per la presenza delle varianti inglese e brasiliana. Dobbiamo fare un grosso sforzo per contenere i focolai”, ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di Regia: “Dobbiamo fare uno sforzo molto grande per contenere le varianti e siamo preoccupati per quelle brasiliana e sudafricana”.

“Nel momento in cui si allentano gli interventi – continua Rezza – immediatamente riparte l’epidemia. Abbiamo dunque ondate successive che dipendono proprio dagli interventi. Ciò dipende dal fatto che la popolazione suscettibile all’infezione è ancora ampia. Il tasso di incidenza sta crescendo in età scolastica. Abbiamo una diminuzione dell’età media dei casi: ciò può essere un primo effetto delle vaccinazioni sugli anziani e soggetti nelle Rsa. Però cominciamo a vedere anche focolai nelle scuole e ciò potrebbe essere conseguenza delle varianti che infettano di più i bambini ma senza forme gravi. Quest’ultimo è un elemento di cui tenere conto”.

“Nelle regioni – spiega Rezza – molti focolai sono dovuti alle nuove varianti, non posso che esprimere preoccupazione per l’andamento dell’epidemia. Dobbiamo tenere alta la guardia e dove c’è bisogno è necessario intervenire tempestivamente e duramente. Quando si parla di chiusure scolastiche è sempre doloroso. Ma laddove ci sono dei focolai o presenza di varianti è chiaro che tale decisione dolorosa è assolutamente da considerare. Dobbiamo essere pragmatici”.

Quanto al caso della regione Molise, “ci ha contattato e ha espresso la volontà di andare in zona rossa e in questi casi non possiamo che accogliere tale richiesta”, ha concluso il direttore della Prevenzione del ministero della Salute.

L’Rt nelle Regioni

L’Rt è 0,99, cioè la media dei due intervalli 0,93 e 1,03. Per quanto riguarda l’indice di replicazione delle varie regioni, per lo spostamento di zona si prende in considerazione l’intervallo più basso di quelli usati per calcolare il dato medio (se è sopra 1 scatta la zona arancione, se è sopra 1,25 quella rossa). Non solo, se l’Rt è inferiore a 1 ma il rischio calcolato sui 21 indicatori alto si entra comunque in arancione, come questa settimana è successo in tre regioni.

Ecco i dati: Abruzzo 1,13 (1,07 – 1,17) e rischio alto, Basilicata 1,51 (1,26-1,79) e rischio moderato, Calabria 1,01 (0,9-1,12) e rischio moderato, Campania 1,04 (0,96-1,13) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, Emilia-Romagna 1,1 (1,07-1,13) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, Friuli Venezia Giulia 0,83 (0,79-0,88) e rischio moderato, Lazio 0,94 (0,91-0,97) e rischio basso, Liguria 0,94 (0,88-0,99) e rischio basso, Lombardia 0,82 (0,79-0,84) e rischio alto, Marche 0,98 (0,88-1,09) e rischio alto, Molise 1,11 (0,8-1,45) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, Piemonte 1,02 (0,98-1,05) e rischio alto, Provincia di Bolzano 0,92 (0,89-0,96) e rischio moderato, Provincia di Trento 1,07 (1-1,14) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, Puglia 0,95 (0,92-0,98) e richio basso, Sardegna 0,68 (0,61-0,74) e rischio basso, Sicilia 0,71 (0,67-0,75) e rischio basso, Toscana 1,19 (1,15-1,25) e rischio moderato con alta probabilità di progressione, Umbria 1,07 (1,02-1,12) e rischio alto, Val d’Aosta 0,94 (0,67-1,26) e rischio basso, Veneto 0,97 (0,94-1,01) e rischio moderato.

Il commento degli esperti: “Trend in aumento, urgenti nuove misure di mitigazione”

La Cabina di regia scrive che “alla luce dell’aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell’incidenza su tutto il territorio italiano, sono necessarie ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari”. Sempre dal gruppo composto da tecnici del ministero, dell’Istituto superiore di sanità e delle Regioni si spiega che “è fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

(La Repubblica)

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