Fra gli obiettivi quello di individuare preventivamente i segnali di rischio

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Adolescenti e social-network, una dipendenza in ascesa

A causa dell’emergenza covid-19, è aumentata sempre di più la dipendenza degli adolescenti verso i social-network. La chiusura delle scuole ha portato al venir meno degli aspetti fondamentali che incidono su un adeguato sviluppo del “giovane adulto”, come la socializzazione, il contatto, lo scambio reale tra docente e discente. Ci troviamo di fronte a situazioni di rischio evolutivo, non identificate, che rappresentano il fallimento educativo, né rappresenta un esempio l’ultimo episodio di cronaca della bambina di Palermo rimasta soffocata per una sfida su Tik Tok, il “blackout challenge”. Dietro questi episodi si nasconde un nucleo depressivo non identificato, il desiderio di ricoprire un ruolo nella società, bassa autostima, bisogno di considerazione ed approvazione.

E’ fondamentale dal punto di vista genitoriale individuare preventivamente segnali di rischio, (chiusura in se stessi, difficoltà a gestire le emozioni…), fornire regole chiare, orari sull’utilizzo dello smartphone e soprattutto supervisionarne l’utilizzo. E’ importante favorire inoltre un’educazione digitale riguardo i punti di forza e debolezza dei social; i genitori, le agenzie di rete educative devono fornire competenze ai minori riguardo i rischi che si possono presentare.

Inoltre, particolare attenzione va rivolta all’influenza del mediatico, dove gli adolescenti, cercando modelli identitari che rispecchiano il senso di ribellione che provano dentro, emulano i personaggi delle serie tv, ne è stato un esempio “Suburra”, dove molti di loro, in seguito alla visione, hanno iniziato vere e proprie risse in strada. Ci troviamo di fronte a tale agiti anche a causa dell’assenza di nuove forme di aggregazione sociale, modelli validi per cui gli adolescenti possano sviluppare un efficace senso d’appartenenza. E’ fondamentale, che i genitori trovino spazi di condivisione con gli adolescenti, che si pongano in ascolto attivo verso i loro bisogni, ma che siano anche in grado di porre dei limiti.

La mancanza del sostegno evoca il rifiuto, ma un suo uso eccessivo evoca aspettative irrealistiche di dipendenza.  E’ importante l’assenza di giudizio, la validazione emotiva, l’orientamento al cambiamento, l’astensione dal rinforzo positivo del comportamento disfunzionale e soprattutto il lavoro sulle emozioni e riconoscimento preventivo delle situazioni di rischio.

L’obiettivo è dunque quello di creare una rete di sinergia efficace di prevenzione e intervento da parte delle agenzie di formazione primaria quali famiglia, scuola, luoghi di aggregazione sociale e religiosa, mass media, social networ, in cui l’adolescente si possa sentire realmente accolto e ascoltato. Il fallimento educativo non è mai solo individuale, ma istituzionale.

Dott.ssa Claudia Della Ceca
claudia.dellaceca@gmail.com

 

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