Pandemia. Palau sarà il primo Stato interamente vaccinato

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Qui il coronavirus non è mai arrivato: non ha contagiato e non ha ucciso nessuno. «Ma ora dobbiamo fare qualunque cosa sia necessaria per impedire che colpisca anche da noi»

Apri il sito dell’Organizzazione mondiale della sanità alla voce della Repubblica di Palau e rimani un po’ interdetto. A differenze di quanto accade nelle pagine relative agli altri Paesi – tutte occupate da un fitto, drammatico, intreccio di linee con picchi, discese e risalite –, qui curve e grafici non ci sono. Semplicemente non sono necessarie. Perché bastano due numeri per spiegare la situazione di questa minuscola repubblica adagiata nell’Oceano Pacifico, una catena di splendidi isolotti abitati, in tutto, da 18mila persone. Zero e zero. Zero contagi, zero morti. Qui, infatti, il coronavirus non è mai arrivato: non ha contagiato e non ha ucciso nessuno. Ma Palau è lanciata anche per conquistare un altro record: sarà il primo Paese al mondo a completare la vaccinazione della sua (piccola) popolazione.
«Siamo fortunati, abbiamo un notevole vantaggio rispetto ad altri Paese: siamo in pochi e la nostra posizione ci favorisce», spiega Ritter Udui, del ministero della Salute dell’arcipelago. Il minuscolo Paese – la capitale Melekeok conta appena 270 abitanti – si è mosso, e velocemente. Il 2 gennaio è arrivato il primo carico di vaccini “targati” Moderna: 2.800 dosi, da somministrare in due soluzioni a distanza di 28 giorni una dall’altra. Ventiquattro ore dopo lo sbarco del carico, è partita la campagna di vaccinazione che ha coinvolto per primi gli operatori sanitari e le categorie di persone considerate più a rischio. A rompere il ghiaccio è stata Sylvia Osarch, 60 anni, medico di medicina geriatrica, la prima persona a ricevere il vaccino nell’arcipelago. «Sono davvero contenta di dare l’esempio alla mia comunità», ha raccontato il medico alla Cnn. «Il messaggio che voglio rivolgere alla mia comunità è questo: ho preso il vaccino per proteggervi. Quindi, quando sarà il vostro turno, per favore fate altrettanto: vaccinateci anche per proteggere noi, gli operatori sanitari».
Non c’è infatti nessun obbligo alla vaccinazione. Si è scelta la strada della persuasione e non quella dell’imposizione. «Non è obbligatorio ricevere il vaccino, tuttavia il nostro obiettivo è vaccinare circa l’80% della popolazione. Siamo sicuri di farcela. Speriamo così di ottenere l’immunità di gregge attraverso il programma di vaccinazione», ha spiegato ancora Udui. L’ambizioso traguardo potrebbe essere raggiunto già nel mese di maggio. Tra i primi ad essere vaccinati anche il presidente eletto Surangel Whipps Jr e il ministro della Salute Emais Roberts. «Ho voluto dare l’esempio alla mia gente – ha detto il presidente – .Vogliamo che le persone si sentano al sicuro e che siano consapevoli dell’efficacia del vaccino. Fortunatamente siamo stati liberi dal Covid ma il virus circola ancora nel mondo. Dobbiamo fare qualunque cosa sia necessaria per impedire che il coronavirus arrivi qui».
Palau ha scelto il vaccino Moderna perché può essere conservato in un frigorifero standard.
Ma qual è stato il segreto di questo arcipelago che ha una superficie di 459 chilometri quadrati? La risposta, dicono gli esperti, è stata tutta nella tempestività con cui si è agito. A gennaio, quando il virus ha iniziato a diffondersi in Asia e nel Pacifico, Palau è stata tra le prime a imporre controlli severi alle frontiere. I suoi confini sono stati ermeticamente sigillati a marzo: le autorità hanno iniziato a testare i cittadini per il virus nel mese di aprile. Queste misure sono state fondamentali, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, per tenere lontano il Covid-19.

(Avvenire)

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