Morto Antonio Catricalà, per gli investigatori si è suicidato 

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L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è stato trovato morto nel suo appartamento ai Parioli a Roma

L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, è stato trovato morto nel suo appartamento ai Parioli a Roma. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, si sarebbe suicidato con un colpo di pistola. La Scientifica della Polizia è intervenuta per i rilievi del caso.

Catricalà si sarebbe suicidato sparandosi alla testa con una Smith & Wesson calibro 38. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, il corpo sarebbe stato trovato sul balcone del suo appartamento in zona Parioli. La moglie si trovava in casa.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Sul posto, oltre alla polizia e alla Scientifica, anche il pm di turno Giovanni Bertolini.

Il Senato ha osservato un minuto di silenzio dopo che la presidente, Elisabetta Casellati, ha annunciato all’Aula che questa mattina “è mancato Antonio Catricalà, che ha rivestito – ha ricordato – ruoli istituzionali molto importanti come avvocato, magistrato del Consiglio di Stato, dirigente e anche politico”.

Nato a Catanzaro, classe 1952, Antonio Catricalà lascia la moglie Diana e due figlie. Il professore, che fu allievo di Federico Caffè, è stato innanzitutto un importante uomo di governo e delle istituzioni, un grand commis. Ma anche un avvocato, un magistrato e un dirigente pubblico.

Tanti sono i ruoli che ha ricoperto nel corso della sua lunga carriera di altissimo livello. Tra i più importanti, ricordiamo che fu magistrato del Consiglio di Stato, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri del governo Monti, nonché viceministro dello Sviluppo economico con delega alle comunicazioni nel Governo Letta. Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato dal 2005 al 2011, era presidente di Aeroporti di Roma dal 2017 e lo scorso 18 febbraio era stato nominato presidente dell’Istituto Grandi Infrastrutture.

Catricalà si era laureato con lode a 22 anni all’Università La Sapienza di Roma, aveva poi vinto il concorso in magistratura ordinaria (di anni ne aveva 24) e superato l’esame di abilitazione da avvocato. Dopo la laurea in Giurisprudenza aveva anche studiato Economia per due anni; quindi era stato nominato consigliere e presidente di sezione del Consiglio di Stato.

Dopo aver insegnato alcuni anni Diritto privato alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata, dal 2005 al 2011 aveva presieduto l’Antitrust e nel 2011 era stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio da Mario Monti. Nel Governo Letta, invece, era stato viceministro al Mise.

Nel 2014 Catricalà era stato candidato alla carica di giudice della Corte costituzionale e nello stesso anno aveva deciso di dimettersi da presidente di Sezione del Consiglio di Stato per esercitare l’attività di avvocato. L’anno successivo era stato nominato presidente dell’Oam e nel 2017 era diventato presidente di Adr – Aeroporti di Roma.

Durante tutti questi anni, Catricalà non aveva mai smesso di studiare. Ne sono testimonianza le numerose collaborazioni accademiche (dall’Associazione Civita al Formez, da EuroPa a ItaliaCamp). Era componente anche del comitato d’onore dell’Accademia delle Belle Arti di Roma e per diversi anni aveva insegnato Diritto privato all’Università Unipegaso e Diritto dei consumatori alla Luiss.

Nella sua produzione scientifica figurano un’ottantina di pubblicazioni, tra testi di giurisprudenza, diritto civile, diritto privato e diritto comunitario, volumi sul trasporto aereo, la ‘cultura’ della concorrenza, la liberalizzazione dei servizi pubblici e libri dedicati ai diritti dei consumatori.  Nel 2002 era stato insignito dal presidente della Repubblica della onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’ordine al merito della Repubblica.

(Agi)

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