Covid, il nuovo Dpcm valido fino al 6 aprile, Pasqua compresa. Speranza: “Non possiamo allentare le misure.

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In 5 regioni terapie intensive sopra la soglia critica”

Il ministro della Salute sulle nuove disposizioni per il contrasto della pandemia: “Unità nazionale contro l’emergenza. Siamo all’ultimo miglio, non abbassare la guardia”.

“I vaccini devono essere un bene comune accessibile a tutti: no a proprietà esclusiva dei brevetti”. Ok dal Senato con 235 sì e dalla Camera con 359 voti a favore

“Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere la sfida che abbiamo davanti. Questo dibattito è importante e siamo in una situazione politica nuova. Ringrazio il presidente Mattarella. Il premier ha detto che l’unità non è un’opzione ma un dovere. Ho sempre auspicato un’unità nazionale contro l’emergenza. Non c’è strada diversa dall’unità”. Solo uniti si sconfigge il Covid. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, lo ripete durante la comunicazione al Senato, e poi alla Camera, sulle nuove misure per il contrasto della pandemia da coronavirus precisando che il prossimo Dpcm “varrà dal 6 marzo al 6 aprile” e includerà, dunque, le festività di Pasqua (4 aprile) e Pasquetta (il 5). Impossibile prevedere ora se le prossime festività saranno “in rosso” come lo scorso Natale: “L’evoluzione del quadro epidemiologico – commenta Speranza – merita di essere seguita con la massima attenzione. Dovremo verificare, passo dopo passo, se le misure siano adeguate a fronteggiare la situazione che va delineandosi. La bussola, per me, nella scrittura del prossimo Dpcm deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, come sancito dalla nostra Costituzione, all’articolo 32”. Ma oltre alla responsabilità e all’unione, per il ministro è “indispensabile dire sempre la verità ai cittadini, disorientati dalle polemiche e sempre più stanchi per questa lunga crisi. La pandemia non si batte solo con il buon governo centrale o territoriale: l’arma in più è la collaborazione attiva di ogni persona. Quanto più siamo in grado insieme di trasmettere un messaggio di coesione e condivisione delle decisioni assunte”.

I vaccini, adesso, hanno la priorità. Per questo il ministro rimarca: “I ritardi di alcune forniture dei vaccini, che pure ci sono, non cambieranno l’esito della partita: il Covid è destinato a essere arginato. Finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel. Ma bisogna essere chiari: in questo ultimo miglio non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia”. L’attenzione, quindi, deve restare alta, perché i numeri preoccupano ancora tanto. “È fondamentale mantenere un approccio di grande prudenza – osserva Speranza – Con questo livello di incidenza di casi abbiamo 5 regioni con terapie intensive sopra la soglia critica e l’Rt medio è 0.99, secondo ultimo rilevamento. Quindi l’Rt si avvia con le misure attualmente in vigore a superare la soglia di 1”. E per domani alle 9 è previsto un incontro governo-enti locali sul Dpcm Covid. I ministri degli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini e della Salute, Roberto Speranza, vedranno i rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni.

Nel pomeriggio, l’Aula del Senato ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza: i sì sono stati 235, i no 23; nessuna astensione. Respinta la risoluzione presentata da FdI. E in serata è arrivato anche il via libera dell’Aula della Camera: i voti a favore sono 359, 27 i contrari e nessun astenuto.

“I vaccini bene di tutti, no a proprietà brevetti”

Con i vaccini bisogna accelerare. Per il ministro “la consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato è cruciale per una buona riuscita della campagna vaccinale. L’Italia non si rassegna alla riduzione rispetto ai contratti siglati in ambito europeo che le assegnano una quota del 13,46% per ogni accordo sottoscritto. Con i vertici Ue stiamo esercitando il massimo di pressione verso le aziende affinché si trovino le soluzioni necessarie ad aumentare la produzione”. E per raggiungere questo obiettivo “vanno perseguite tutte le opzioni possibili, nessuna esclusa e come hanno sostenute numerose personalità davanti a un’emergenza di queste proporzioni non regge l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti. Il vaccino deve essere un bene comune accessibile a tutti e non un privilegio di pochi. Inoltre dobbiamo continuare a investire per sostenere e sviluppare il sistema italiano della farmaceutica, non per coltivare un’illusoria autosufficienza nazionale, ma per essere un partner sempre più autorevole a livello mondiale”.

Gli obiettivi della campagna vaccinale sono tre: concludere al più presto la Fase 1 mettendo in sicurezza operatori sanitari, ospiti delle Rsa e “over 80”, poi tutelare le categorie più vulnerabili individuate insieme al Consiglio superiore di sanità e in terzo luogo vaccinare il personale della scuola e gli operatori dei servizi pubblici essenziali, cui va dato il vaccino AstraZeneca. “Ai milioni di italiani che aspettano il loro turno – spiega Speranza – dico che i ritardi saranno superati e che giorno dopo giorno aumenterà la quota di vaccinati. L’Italia sarà all’altezza della sfida. Sei decessi su dieci nel nostro Paese sono avvenuti tra persone con più di ottant’anni. Vaccinare quelle persone significa metterle in sicurezza e salvare loro la vita. Daremo ora la massima attenzione alle categorie particolarmente fragili, affette da una o più patologie gravi così come individuate d’intesa con il Consiglio superiore di sanità”. Parallelamente, ricorda il ministro, sono state “avviate le prenotazioni e le prime vaccinazioni per il personale scolastico, che rappresenta una priorità per alzare il livello di sicurezza delle nostre scuole e favorire la didattica in presenza, e per il personale dei servizi pubblici essenziali. Per queste immunizzazioni è utilizzato il vaccino AstraZeneca, che ad oggi è riservato alle persone con meno di sessantacinque anni”.

Questo il quadro in Italia.”In Europa, invece “ci avviciniamo alla soglia di un contagiato ogni 10 abitanti e siamo ad un deceduto ogni 530 abitanti. Un contagiato ogni 10 abitanti credo sia un dato che esprime da solo la forza e la pericolosità di questo virus che stiamo combattendo. Nel mondo, siamo a 112 milioni di casi confermati dall’inizio della pandemia e a 2,5 milioni di persone che hanno perso la vita” e “negli Stati Uniti d’America il virus ha provocato più morti della prima e seconda Guerra mondiale e della guerra del Vietnam” dice il ministro.

Le nuove varianti

E ora a spaventare sono anche le nuove varianti. “Si fanno strada con un tasso di contagiosità elevato. Dire la verità al Paese è un obbligo che dobbiamo avvertire forte, anche quando queste verità sono scomode. I dati, come sempre, sono più chiari delle parole: siamo a un contagiato su 10 abitanti in Europa. Nel mondo 112 milioni di casi confermati e 2,5 milioni di morti”, continua il ministro della Salute. Che, parlando poi delle varianti, è entrato nel dettaglio: “La loro presenza condizionerà l’epidemia: la variante inglese è presente nel 17,8% dei casi e sarà presto prevalente e la sua maggiore diffusione rende indispensabile alzare il livello di guardia, ma fortunatamente non compromette efficacia dei vaccini. Le altre due varianti sono più insidiose per la ridotta efficacia dei vaccini. La loro diffusione è minore ma è necessario isolare i focolai”.

Le misure: l’Italia divisa in zone colorate

L’Italia continuerà a essere divisa in ‘zone coloratè in base ai vari livelli di criticità. “Sarebbe un grave errore se all’improvviso, senza alcuna evidenza scientifica, affrontassimo in modo diverso dagli altri Paesi l’emergenza. Differenziare le misure sul piano regionale legando le scelte a parametri scientifici ci consente di agire in modo proporzionale, e ci ha permesso finora di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati, a differenza di altri Paesi che ne hanno fatti due o addirittura tre – spiega Speranza parlando al Senato – Ritengo sia utile anche alla luce delle varianti, favorire un nuovo confronto in un tavolo tecnico tra Iss e Ministero per delineare il quadro in cui siamo”.

E proprio a seguito della comparsa delle varianti e “in conseguenza dell’emergere di focolai caratterizzati da intensa attività virale, sono state implementate diverse di queste zone rosse o arancioni rafforzate, anche a livello sub-regionale. Proprio negli ultimi giorni, infatti, è stata segnalata, da parte di cinque Regioni, la necessità di 25 zone rosse, alcune decise a causa dell’insorgere di focolai epidemici dovuti a variante inglese, altre alla presenza di variante brasiliana o sudafricana. Tali misure restrittive sono indispensabili. Siamo consapevoli che queste comportano sacrifici – prosegue Speranza- ma non c’è altra strada in questo momento per evitare un peggioramento del quadro epidemiologico”.

Gli ultimi dati

“La cabina di regia, nel suo ultimo monitoraggio, evidenzia che in Italia si confermano, per la terza settimana consecutiva, segnali di tendenza a un graduale incremento dell’evoluzione epidemiologica. L’incidenza settimanale supera la soglia di 200 casi per 100.000 abitanti in tre Regioni – riferisce Speranza – l’incidenza nazionale rispetto alla settimana precedente passa da 133,13 a 135,46 per 100.000 abitanti; l’incidenza settimanale è dunque ancora lontana dal livello di casi alla settimana ogni 100.000 abitanti, che consentirebbe su tutto il territorio nazionale l’identificazione e il tracciamento dei loro contatti, azione su cui dobbiamo continuare ad investire con ogni energia”. Il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione “aumenta e passa da 28.360 a 29.196 – cotinua – con incidenza alta e crescente: si riduce la capacità di contact tracing, di prevenzione dei sistemi sanitari regionali e, conseguentemente, aumentano i rischi di una diffusione difficile da controllare. Con questo livello di incidenza abbiamo le terapie intensive in cinque Regioni sopra la soglia critica del 30% mediamente, a livello nazionale sono occupate al 24%, ma con forti variazioni da Regione a Regione, e negli ultimi giorni si consolida un aumento complessivo del numero delle persone ricoverate”.

“Rt medio calcolato sui casi sintomatici nell’ultimo rilevamento è “pari a 0,99, in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che supera l’1 – commenta Speranza – Dieci regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1, di cui nove anche nel limite inferiore, in aumento rispetto alla settimana precedente. Fuori da tecnicismi, questo significa che l’Rt si avvia, con le misure attualmente in vigore, a superare la soglia di 1. Anche i non addetti ai lavori hanno ormai imparato che con un Rt superiore a 1 il numero di contagi quotidiani aumenta costantemente in modo significativo”. Un nuovo aumento del numero dei casi, dunque, per Speranza potrebbe “rapidamente portare a un sovraccarico dei servizi sanitari, visto il contesto di incidenza molto elevata con numerose persone in area critica”.

Ipotesi portavoce per il Cts

Questione Cts. “L’idea di una comunicazione più univoca e l’ipotesi di un portavoce è una proposta che può essere considerata positivamente”, osserva Speranza che ringrazia il Comitato tecnico scientifico sottolineando che “tutto ciò che può essere fatto per renderlo più agile e tempestivo è sicuramente utile al nostro lavoro”.

Impegno del governo a congrui ristori

Le misure di contrasto alla pandemia non verranno abbassate. Molte attività come palestre e piscine resteranno chiuse, su questo ha insistito il Cts. Ma “c’è l’impegno del governo a congrui ristori per quelle attività economiche ed imprenditoriali che stanno pagando a caro prezzo le misure di contenimento e di mitigazione – conclude Speranza – Questo deve valere per le ordinanze nazionali, da me firmate settimanalmente, che d’ora in avanti andranno in vigore a partire dal lunedì, come per quelle sub-regionali assunte sotto la responsabilità degli amministratori territoriali”.

(La Repubblica)

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