Covid: divieto di spostamento tra regioni fino al 27 marzo

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In zona rossa non sarà più possibile fare visita in casa di familiari e amici. Le Regioni hanno chiesto anche un’accelerazione del piano vaccinale

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per l’emergenza covid. 

Il decreto vieta lo spostamento tra regioni se non per motivi di necessità e lavoro fino al 27 marzo, come richiesto dalle Regioni.
Tra le novità del nuovo testo, la limitazione delle visite nelle case private in zona rossa: non varrà più la regole della visita concessa una volta al giorno a due adulti con figli minori di 14 anni, valida invece per le zone gialle e arancioni.

Nell’incontro tra governo ed enti locali di domenica è stata decisa la proroga di 30 giorni del divieto di spostamento tra Regioni, anche in zona gialla. Il provvedimento è stato approvato in Consiglio dei ministri. Le Regioni hanno chiesto un’accelerazione del piano vaccinale e di rivedere la tempistica di comunicazione delle norme che determinano la classificazione in colori delle zone.
Sebbene su regole e restrizioni anti-Covid restino molte incognite: la conferenza delle Regioni ha presentato al governo alcune proposte in vista del prossimo Dpcm: tra le richieste una semplificazione dei 21 parametri attualmente esistenti per classificare le zone e “un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale”. E a dare qualche numero sugli approvvigionamenti era stato lo stesso giorno Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità: “Per fine marzo l’Italia dovrebbe ricevere, da inizio campagna vaccinale, 13 milioni di dosi”.

“Abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente”, ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini al termine della Conferenza delle regioni. “La priorità adesso – ha proseguito Bonaccini – è la campagna vaccinale. Sta andando a rilento. E questo non per disguidi organizzativi, o indisponibilità della popolazione. Il problema è nell’approvvigionamento. Per questo chiediamo al Governo di intraprendere ogni sforzo per reperire più dosi. Le Regioni sono a disposizione nelle forme e nei modi utili e possibili, a partire dal coinvolgimento diretto di aziende e filiere nazionali”.

“Oggi abbiamo anche affrontato tutte le questioni che riguardano la revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone – ha spiegato ancora il presidente della Conferenza delle Regioni – È necessaria una revisione ed una semplificazione con la revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese”.
Domenica Campania, Molise ed Emilia-Romagna sono passate da zona gialla a zona arancione, andandosi ad aggiungere a Umbria, Abruzzo, Toscana, Liguria e provincia autonoma di Trento. Tutte le altre regioni restano gialle.

Il ministro della Salute ha firmato un’ordinanza che prevede che Campania, Molise ed Emilia-Romagna passino dalla zona gialla a quella arancione. In zona arancione è consentito muoversi liberamente solo all’interno del proprio comune; ci si può spostare al di fuori solo per motivi lavorativi, di salute o situazioni di necessità. Queste tre regioni si aggiungono a Umbria, Abruzzo, Toscana, Liguria e alle province autonome di Trento e Bolzano, che si trovavano già in zona arancione.
Tutte le altre regioni rimarranno in zona gialla, cioè quella con le minori restrizioni: ci si può muovere liberamente all’interno della propria regione o provincia autonoma senza bisogno di autocertificazione, ma resta in vigore il coprifuoco notturno tra le 22 e le 5. È ancora una zona gialla “rinforzata”, quindi gli spostamenti verso altre regioni (anche se in zona gialla) sono permessi solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute almeno fino al 25 febbraio.

(Avvenire)

 

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