Banda della Magliana, nuovo arresto per ‘Marcellone’ Colafigli. Era in semilibertà

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Esponente dell’ala originaria del clan originaria, insieme ad Abbatino e Toscano, è stato sorpreso in compagnia di pregiudicati

Nuovo arresto per Marcello Colafigli.

L’esponente di spicco della banda della Magliana, 67 anni, condannato all’ergastolo e che beneficiava del regime di semilibertà è stato riportato in carcere. Gli agenti del distretto Lido, a Ostia, diretti da Antonino Mendolia, lo monitoravano e l’hanno sorpreso più volte sul litorale in compagnia di persone pregiudicate, cosa che gli era vietata.

“Marcellone” (esponente dell’ala del clan originaria della Magliana, insieme ad Abbatino e Toscano) rivestiva un ruolo di primo piano all’interno dell’organizzazione. Partecipa a diversi omicidi tra cui la faida del 1981 in via Donna Olimpia, a Monteverde, nella quale viene ucciso Maurizio Proietti, ritenuto dai capi della Magliana tra i responsabili della morte di Franco Giuseppucci. In seguito a quei fatti, Colafigli fu arrestato.

La figura di Colafigli, legatissimo a Franco Giuseppucci, ha ispirato il personaggio del “Bufalo” in Romanzo Criminale. Il 67enne soffre diversi problemi di salute.

Era ospite della sorella che vive nella zona di Casal Palocco e da quelle parti “Marcellone” era stato visto dagli investigatori più volte in compagnia di persone pregiudicate, non certo del suo spessore: Colafigli avrebbe assicurato agli inquirenti di essere all’oscuro.

Un fatto che non costituirebbe in sè, un presupposto di allarme sociale.

La frequentazione con Colafigli, al contrario, sarebbe potuto divenire per le persone che lo circondavano motivo di vanto, un buon bigliettino da visita per accrescere la propria reputazione all’interno dell’ambiente criminale.

(La Repubblica)

 

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