«Vaccini agli anziani e tamponi per i giovani: così ripartono i matrimoni»

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Il vaccino come soluzione per i più anziani che entro l’estate dovrebbero averlo ricevuto, e un protocollo che preveda tamponi prima delle cerimonie destinato ai più giovani.

È la ricetta per la ripartenza del settore matrimoni ed eventi proposta da Cira Lombardo, wedding planner con un’esperienza nel campo di oltre 15 anni.

Famosa  per i “Miracoli di Cira” e per aver salvato le nozze di moltissimi sposi da diversi imprevisti, la Lombardo vanta un curriculum con più di 500 matrimoni. Ma davanti alla pandemia non c’è piano B che tenga, bisogna solo aspettare la scadenza del prossimo Dpcm prevista il 5 marzo per conoscere le sorti del settore. Attesa che impedisce agli addetti ai lavori e ai futuri marito e moglie di poter programmare quello che per molti è ricordato come il giorno più bello nella vita di una coppia. «Tra poco festeggiamo l’anniversario dello stop. Forse non si è compreso che questo settore ha bisogno di programmazione, e se anche a marzo ci dovesse essere un cenno di ripartenza potremmo dire che già i matrimoni di aprile avrebbero qualche difficoltà ad essere celebrati – osserva l’organizzatrice – Gli sposi decidono di celebrare il loro matrimonio quasi un anno prima, poterlo organizzare in così breve tempo sarebbe utopico».

La crisi del comparto e la cancellazione degli eventi imposta dal coronavirus ha aperto una voragine occupazionale all’interno del settore, in Italia così come nella nostra regione. «Se facessimo uno spaccato della sola Campania ad oggi sono saltati 35mila matrimoni, cioè parliamo di 50mila aziende ferme e di 250mila persone che da un anno sono solo supportate un po’ dagli aiuti dello Stato, ma non lavorano e non percepiscono stipendio», afferma la regina dei matrimoni all’italiana riportando dati resi noti da Assoeventi.

In vista di un’ auspicabile ripresa di banchetti e cerimonie, sul tavolo del governo c’è l’ipotesi di introdurre, oltre a distanziamento e all’uso delle mascherine, una procedura che sottoponga gli invitati e i partecipanti a tampone molecolare prima di prendere parte all’evento. «Possiamo dire che potrebbe essere un’arma in più per evitare focolai e festeggiare in tranquillità – sottolinea Lombardo – Il vaccino ci aiuterà sicuramente perché per l’estate, la stagione dei matrimoni, una parte della popolazione dovrebbe essere vaccinata. Quindi io confido tantissimo nel match tra vaccino per le persone più anziane, genitori e nonni, e i tamponi per i giovani che sono più flessibili. Questo porterebbe a una serenità nel ricordare questo giorno particolare in questo periodo particolare». Soluzione non accolta con entusiasmo dalle future spose che secondo gli umori percepiti dalla Lombardo vedrebbero questa alternativa «troppo pragmatica e razionale, e poco compatibile con la magia che caratterizza il giorno del fatidico sì». Ultima, ma non meno importante perplessità riguarda l’individuazione di chi dovrà farsi carico dei costi dello screening per gli ospiti. «La spesa non sarebbe sostenibile per gli sposi – conclude la wedding planner – ed è qui che ancora una volta dovrebbe entrare in gioco lo Stato con una convenzione e una procedura da espletare attraverso un ticket».

(Il Mattino)

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