Spelacchio, parchi e fontane, il Campidoglio a caccia di mecenati

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Approvata in giunta una lista di interventi per i quali si rende necessario il ricorso a sponsor. Per l’Ara Coeli servirebbero 5 milioni di euro

Fontane fuori uso, nuovi e vecchi scavi archeologici, parchi e rotatorie da curare.

Dal prossimo Spelacchio ai Fori Imperiali, il Campidoglio lancia un Sos milionario: magnati cercansi. Dopo aver bussato agli uffici del Comune, dalla Sovrintendenza capitolina fino ai municipi, la giunta 5S ha buttato giù una lista di interventi da presentare a chi vorrà sponsorizzare la capitale.

Il sogno della sindaca Virginia Raggi è di replicare il colpo riuscito al predecessore: Ignazio Marino riuscì a farsi finanziare il restauro della sala degli Orazi e dei Curiazi dei Musei Capitolini dal tycoon uzbeko Alisher Uzmanov. Un intervento concluso sotto la consiliatura grillina, tra le polemiche: il 20 febbraio 2017, durante la cerimonia di riapertura, l’inquilina del Campidoglio non nominò mai Marino. Veleni a parte, adesso riparte la giostra. L’elenco approvato in giunta si apre con il tradizionale albero di Natale del Comune. Il prezzo? Non definito. Più sarà generoso lo sponsor, meno ci sarà il rischio di ritrovarsi con un altro moncherino al centro di piazza Venezia. Seguono i parchi di mezza Roma, dal Tiburtino a Boccea.

La partita, pensando a possibili investitori stranieri, si fa interessante quando si inizia a parlare di fontane, statue e scavi. Il restauro dei Dioscuri del Campidoglio costa 180 mila euro. Per patrocinare i lavori all’Ara Coeli servono 5 milioni di euro, mentre per l’ex Istituto archeologico germanico c’è bisogno di 4,8 milioni.
Trasloco al Circo Massimo, dove gli archeologi comunali necessitano di un milione per avviare nuovi scavi archeologici. Per il recupero del criptoportico e dell’esedra delle Terme di Traiano servono invece 2 milioni e 250 mila euro. La cisterna delle sette sale sul colle Oppio ha poi bisogno di un investimento da 6 milioni.
A questo punto, scorrendo la lista, inizia il tour delle fontane.

I lavori per tenere pulita la Barcaccia di piazza di Spagna costano 40 mila euro, mentre per sponsorizzare il restauro delle fontane del Nettuno e del Moro di piazza Navona servono rispettivamente 230 e 180 mila euro. Il cartellino sale per le Naiadi di piazza della Repubblica: 740 mila euro. Si sfiora il milione per la fontana di piazza Mazzini. Più accessibile la somma per la fontana delle Tartarughe in piazza Mattei: bastano 60 mila euro.

Capitolo Fori Imperiali: 1,5 milioni per allestire i sotterranei della basilica Ulpia, altri 1,5 per lo scavo del Templum pacis e 4 milioni per il recupero della Tor de’ Conti. Altrettanti ne servono per ricongiungere i Fori di Traiano, Augusto e Nerva. La Galleria di arte moderna ha bisogno di 4 milioni per ampliare i suoi spazi espositivi, mentre il recupero del Ludus Magnus con vista Colosseo costa 2 milioni. Uno ne basta per gli emicicli monumentali di piazza del Popolo. E poi via con le fontane di villa Borghese e villa Celimontana. A villa Pamphilj la più costosa: 880 mila euro per la fontana del Giglio. Chiusura con villa Torlonia – serve più di un milione per il tempio di Saturno e le scuderie – prima delle richieste dei municipi: il VI punta sulle rotatorie, mentre l’VIII chiede 30 mila euro per il verde.

(La Repubblica)

 

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