Navalny resta in carcere, respinto il ricorso 

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I giudici del tribunale Simonovsky avevano commutato la condizionale in detenzione effettiva, nonostante la difesa abbia dimostrato che l’oppositore ha soggiornato in Germania per cinque mesi perché ricoverato d’urgenza

Il tribunale russo ha confermato questa mattina la sentenza a carico dell’oppositore Aleksei Navalny, che resta quindi in carcere. Il giudice Dmitri Balashov del tribunale cittadino di Mosca ha respinto l’appello presentato dal dissidente contro la sentenza di condanna a due anni e otto mesi di carcere per violazione dei termini della condizionale, relativa ad una condanna per frode del 2014 già definita dalla Corte di Strasburgo come politicamente motivata.

I giudici del tribunale Simonovsky avevano commutato la condizionale in detenzione effettiva, nonostante la difesa abbia dimostrato che l’oppositore ha soggiornato in Germania per cinque mesi perché ricoverato d’urgenza, in seguito al grave avvelenamento con agente nervino subito l’estate scorsa in Siberia.

Per il suo tentato omicidio, Navalny ha accusato i servizi segreti russi e il Cremlino direttamente. In aula oggi il giudice ha comunque lievemente ridotto la sentenza, ‘scontando’ le sei settimane trascorse da Navalny agli arresti domiciliari da dicembre 2014 a febbraio 2015.

“Hanno ridotto la pena di un mese e mezzo, bene”, ha commentato l’oppositore, che quindi dovrà trascorrere due anni, sei mesi e due settimane in una colonia penale e dovrebbe essere rilasciato a fine luglio – inizio agosto 2023. “Non rimpiango di essere rientrato” a Mosca, ha ribadito in aula l’attivista, ricordano che la Russia “deve essere libera ma anche felice”.

Navalny affronta oggi anche un’altra sentenza, nell’ambito di un secondo procedimento penale aperto a suo carico con l’accusa di diffamazione di un veterano di guerra. Per i sostenitori dell’opposizione e gli attivisti per i diritti umani si tratta di casi montati ad hoc per interrompere la sua attività politica. Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo è intervenuta questa settimana, chiedendo la liberazione immediata di Navalny “per la natura e la portata del rischio per la vita”. Mosca ha subito bollato la sentenza di Strasburgo come “ingerenza senza precedenti” nella giustizia russa.

(Agi)

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