LA STRATEGIA Vaccini, la nuova Hera della Ue

66
Prima il tonfo, poi il rilancio. In teoria. La Commissione europea sta cercando di archiviare il cortocircuito della sua campagna di vaccinazioni, andata in panne con il calo di produzione annunciato da partner come Pfizer e (soprattutto) AstraZeneca.

Dopo il mea culpa di von der Leyen, sia a porte chiuse sia di fronte alla plenaria a Bruxelles, l’esecutivo sta tornando alla carica con una serie di annunci che dovrebbero ristabilire una reputazione ammaccata dall’esordio a rilento delle vaccinazioni. L’asticella attesa resta quella di coprire il 70% della popolazione Ue entro l’estate, obiettivo che sembra un po’ fuori portata rispetto al ritmo attuale delle inoculazioni.

La due novità di maggior peso della settimana sono un nuovo pacchetto di 300 milioni di dosi del vaccino Moderna nel portafoglio Ue e la presentazione di un piano per contrastare la proliferazione di varianti del coronavirus.

Il secondo è il cosiddetto Hera incubator, embrione della quasi omonima Health Emergency Preparedness and Response Authority: una nuovo organismo, simile alla Biomedical Advanced Research and Development Authority degli Usa, che dovrà essere istituito per monitorare e contrastare la diffusione del virus e delle mutazioni che stanno mandando – ulteriormente – in allarme la sanità continentale.

Il progetto che dovrebbe spianarne la strada, appunto l’Hera incubator, prevede una collaborazione di Palazzo Berlaymont con «ricercatori, aziende di biotecnologie, produttori e autorità pubbliche per individuare le nuove varianti, incentivare lo sviluppo di vaccini nuovi e adattare quelli già approvati, accelerare il processo di approvazione e aumentare la capacità produttiva». Nel concreto, i primi passi previsti sono la ricerca e l’individuazione di varianti del Covid (con almeno 75 milioni di euro in fondi Ue per il sequenziamento), l’accelerazione delprocesso di approvazione dei farmaci contro il virus e il potenziamento della produzione di farmaci, con lo sviluppo di un meccanismo per facilitare il trasferimento tecnologico fra le aziende operative nella Ue.
L’obiettivo finale, incarnato nella Hera, dovrebbe essere quello di mantenere sotto controllo le varie diramazioni della pandemia e neutralizzarle con una vaccinazione tempestiva. Due obiettivi che stanno sfuggendo di mano ai vertici Ue, ora alla ricerca di un cambio di rotta che potrebbe agganciarsi alritrovato multilaterlismo con Biden e il G7. L’Europa, ha detto la commissaria alla Salute Stella Kyriakides, è decisa a stare «un passo davanti alla minaccia di nuove varianti di coronavirus». Finora, è sempre rimasta uno indietro.

 

(Daily24 IlSole24Ore)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui