Nel quarto trimestre 2020 Eni torna in utile, nonostante il Covid

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“Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, abbiamo dato prova di grande forza. In pochi mesi abbiamo rivisto il programma di spesa e minimizzato l’impatto della caduta del prezzo del greggio”, dice l’ad Descalzi.

 

Nonostante il calo del prezzo del greggio e gli effetti del Covid-19, nel quarto trimestre del 2020 Eni torna all’utile. Il gruppo infatti negli ultimi tre mesi dello scorso anno ha registrato un utile netto adjusted di 66 milioni di euro dopo la perdita di 153 milioni del terzo trimestre. Nel 2020 il gruppo ha registrato un ebit adjusted consolidato pari a 1,9 miliardi di euro (0,5 miliardi di euro nel quarto trimestre) in contrazione di circa 6,7 miliardi dovuta per -6,8 miliardi alla flessione dei prezzi/margini degli idrocarburi e per -1 miliardo agli effetti del Covid-19, attenuati da una migliore performance per 1,1 miliardi.

Utile quarto trimestre oltre le attese del mercato

“Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica. In pochi mesi abbiamo rivisto il nostro programma di spesa e minimizzato l’impatto sulla cassa della caduta del prezzo del greggio, aumentato la nostra liquidità e difeso la nostra solidità patrimoniale”, ha spiegato l’ad di Eni Claudio Descalzi commentando i risultati di esercizio e del quarto trimestre 2020.

“I risultati del quarto trimestre, con un prezzo del Brent a 44 dollari/barile sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, superano le aspettative del mercato a livello di utile operativo ed utile netto, e confermano la generazione di cassa operativa e l’efficacia della nostra azione di risposta alla crisi”, ha evidenziato il manager.

Risultati eccellenti nei business dei prodotti decarbonizzati

“Mentre il settore upstream – ha proseguito Descalzi – consolida fortemente la tendenza alla ripresa, nell’anno i business destinati alla generazione e vendita di prodotti decarbonizzati hanno conseguito risultati eccellenti, con l’Ebit di Eni gas e luce in aumento del 17% e le lavorazioni delle bio raffinerie del 130%, oltre a 1GW di capacita’ di generazione da solare ed eolico gia’ installata o in fase di sviluppo”.

“Abbiamo posto le basi per una forte accelerazione delle rinnovabili – ha osservato l’ad di Eni – con l’ingresso in due mercati strategici quali gli Usa e l’eolico offshore del Mare del Nord, con la partecipazione al progetto Dogger Bank in UK che sarà il più grande al mondo nel suo genere. Grazie alle azioni che abbiamo messo in campo, la generazione di cassa adjusted 2020 di 6,7 miliardi di euro è stata in grado di autofinanziare i capex con un avanzo di 1,7 miliardi di euro. L’indebitamento netto (ante IFRS 16) rimane al livello di fine 2019 ed il leverage si attesta intorno al 30%”.

Eni ha confermato la proposta di dividendo 2020 di 0,36 euro per azione, di cui 0,12 euro versati in sede di acconto a settembre 2020. Il dividendo a saldo di 0,24 per azione sarà messo in pagamento a partire dal 26 maggio 2021 con stacco cedola il 24 maggio 2021.

Nel 2020 la produzione d’idrocarburi di Eni si è attestata a 1,73 milioni di boe/giorno, in linea con la guidanceridefinita a seguito dello scoppio della pandemia.

(Agi)

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