M5S, Crimi: espulsi i deputati che non hanno votato la fiducia a Draghi

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Fuori dall’M5S. «Come già avvenuto al Senato – annuncia il capo politico uscente del Movimento Vito Crimi – anche i portavoce del MoVimento 5 Stelle che nel voto di fiducia alla Camera si sono espressi diversamente dal gruppo parlamentare verranno espulsi.

Chi ha scelto di votare diversamente ha scelto di chiamarsi fuori da questo gruppo, lasciando dei vuoti. Ora le file vanno serrate, affinché l’azione del gruppo, della squadra, sia ancora efficace».

«Quello sulla fiducia non è un voto come tanti altri. Stabilisce gli equilibri all’interno del Parlamento, determinando i posizionamenti fra maggioranza e opposizione. Chi non ha votato la fiducia a questo governo si è automaticamente collocato all’opposizione, dunque all’opposizione del MoVimento che ha deciso di sostenerlo, ed era perfettamente consapevole delle conseguenze delle proprie scelte», sottolinea il capo politico M5S.

«Allo stesso modo di tanti portavoce del MoVimento, anche io in questi anni mi sono ritrovato più volte a dovermi confrontare con situazioni delle quali la mia coscienza mi chiede conto ogni giorno. Più volte ho dovuto scegliere fra le mie posizioni personali e quelle del MoVimento, da sempre orientate alla comunità nazionale che ci onoriamo di servire. Ho scelto queste ultime. L’ho fatto con la consapevolezza che i miei voti non dovevano essere espressioni di un credo personale, ma di una realtà condivisa, di una forza collettiva in grado di perseguire ideali e obiettivi ben più alti dei miei. L’ho fatto con la consapevolezza che ognuno di noi è parte di qualcosa di più grande, e se vuole lavorare in un gruppo, una squadra che insegue quegli obiettivi, deve cedere una parte di sé stesso, rinunciare ai propri egoismi e contribuire alla crescita del valore collettivo. L’ho fatto con la consapevolezza che mentre da una parte rinunciavo a qualcosa, dall’altra vedevo il gruppo raggiungere grandi risultati. E capivo che quei risultati, quei grandi passi avanti compiuti tutti insieme, erano stati possibili anche grazie al mio piccolo passo indietro», conclude.

(Il Mattino)

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