Covid. Budget 2021 condizionato dalla pandemia per la Santa Sede: 50 milioni di deficit

149

La notizia è stata diffusa con un comunicato della Segreteria per l’economia (SpE) che spiega come il bilancio sarebbe stato ancora più in rosso, 80 milioni, senza l’Obolo di San Pietro

A causa della pandemia per il 2021 la Santa Sede prevede un deficit di circa 50 milioni di euro. La notizia è stata diffusa con un comunicato della Segreteria per l’economia (SpE) che spiega come il bilancio sarebbe stato ancora più in rosso, 80 milioni, senza l’Obolo di San Pietro.

Nella nota si riferisce che nella serata di giovedì Papa Francesco ha concesso il nulla osta al Budget 2021 della Santa Sede, proposto dalla SpE guidata da padre Juan Antonio Guerrero Alves e discusso e approvato martedì 16 dal Consiglio per l’Economia.

Con entrate totali di 260,4 milioni di euro ed uscite pari a 310,1 milioni, la Santa Sede prevede quindi un deficit di 49,7 milioni nel 2021, un dato “pesantemente influenzato dalla crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19”.

La SpE evidenzia che per la prima volta, “con l’obiettivo di dare maggiore visibilità e trasparenza alle transazioni economiche della Santa Sede – come ripetutamente richiesto dal Santo Padre –“il Budget 2021 “consolida il fondo dell’Obolo di San Pietro e tutti i fondi dedicati”. E spiega che con entrate pari a 47,3 milioni di euro ed erogazioni a favore di terzi beneficiari pari a 17 milioni, la Santa Sede prevede un saldo netto di 30,3 milioni da questi fondi. Ecco quindi che escludendo l’Obolo e i fondi dedicati, il deficit della Santa Sede per il 2021 sarebbe di 80 milioni.

Entrando un po’ nel dettaglio la SpE riferisce che i ricavi sono diminuiti del 21% (48 milioni) rispetto al 2019, a causa della riduzione di attività commerciali, servizi e attività immobiliari, come pure di donazioni e contributi. E sottolinea come il budget rifletta “anche un significativo sforzo nel contenimento dei costi, con spese operative – esclusi i costi del personale, ridotte del 14% (24 milioni) rispetto al 2019. Viene ribadito infatti che “in questi tempi difficili” per papa Francesco “il mantenimento dei posti di lavoro continua ad essere una priorità”.

La SpE infine prevede che “coerentemente con la propria missione”, la maggior parte delle risorse della Santa Sede nel 2021 sarà dedicata a sostenere le attività apostoliche, pari al 68% delle spese totali, mentre il 17% è destinato alla gestione del patrimonio e di altri beni, e un 15% all’attività di amministrazione e servizi. E “se il livello delle donazioni rimane quello previsto”, il deficit “verrà ripianato tramite l’uso di parte delle riserve della Santa Sede”.

(Avvenire)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui