Atletica, Schwazer assolto dal Tribunale di Bolzano: “Nel 2016 non ci fu doping, provette alterate per discreditare l’atleta”

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Il Gip Walter Pelino ha dato ragione al corridore altoatesino archiviando l’indagine per “non aver commesso il fatto”. Una sentenza che permetterà all’ex campione olimpico di rivolgersi alla Corte federale svizzera per annullare la squalifica fino al 2024 inflitta dal Tas di Losanna

La vittoria più bella degli ultimi anni. Alex Schwazer alza le braccia al cielo, questa volta non sul traguardo di una gara di marcia, ma in un’aula di tribunale. Il Gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, infatti, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Alex Schwazer per “non aver commesso il fatto”.

Nel 2016 non ci fu doping

L’indagine si riferisce al presunto caso di doping del marciatore altoatesino, risalente al 2016 quando, a seguito di un controllo antidoping a sorpresa fatto la mattina del primo dell’anno, Schwazer era risultato positivo al testosterone, rimediando successivamente una squalifica di 8 anni per doping, vista la recidività. Squalifica che gli ha impedito di partecipare alle Olimpiadi di Rio.

L’atleta ha sempre negato di aver fatto uso di sostanze dopanti in quel periodo (al contrario del 2012 quando ammise la violazione delle regole) contestando formalmente la validità del test e dichiarandosi vittima di un complotto internazionale. Complotto che, ora, alla luce del decreto del Gip, diventa qualcosa di più di un’ipotesi investigativa. Le contro-accuse dell’ex marciatore, infatti, potrebbero non essere così distanti dalla realtà viste le anomalie riscontrate dal colonnello del Ris di Parma, Giampietro Lago, sulle provette di urine (conservate nel laboratorio Wada di Colonia) del corridore. L’archiviazione, però, non permetterà comunque a Schwazer di partecipare all’Olimpiade di Tokyo, vista la squalifica fino al 2024 comminata dal Tas di Losanna. Ciò non toglie che l’altoatesino, alla luce della decisione del Tribunale di Bolzano, non possa rivolgersi ora alla Corte Federale Svizzera, per impugnare la sentenza del Tas.

Le conclusioni del gip

Le conclusioni del decreto di archiviazione di 87 pagine del gip Walter Pelino, contengono il punto cruciale da cui può partire l’altra indagine, quella sul complotto e sui suoi attori protagonisti: “Il gip ritiene accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni di urina prelevati ad Alex Schwazer il primo gennaio 2016 siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi, e dunque di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta, come pure del suo allenatore Sandro Donati”. E agginge: “Esistono forti evidenze del fatto che nel tentativo di impedire l’accertamento del predetto reato siano stati commessi una serie di reati”. Qualcuno, alla Federazione internazionale di atletica, alla Wada e al laboratorio di Colonia, trema.

(La Repubblica)

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