Palazzotto dice sì a Draghi e lascia Sinistra Italiana: “Una comunità politica in cui non mi riconosco più”

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Il parlamentare di Liberi e Uguali aderente a Si ritiene un errore la scelta di negare la fiducia: “Ci sono momenti in cui serve trovare il coraggio di fare scelte difficili. Oggi è uno di quei momenti”

Una scelta che lascia tutti amareggiati; sia chi resta che chi rimane: “Oggi finisce il mio percorso dentro Sinistra Italiana. È una scelta dolorosa che assumo per rispetto di una comunità politica in cui non mi riconosco più”.

Lo ha detto Erasmo Palazzotto, che ha scelto di votare la fiducia al governo Draghi in disaccordò con Sinistra Italiana.
“È una scelta – aggiunge – maturata nel tempo che ha solo in parte a che vedere con la questione del voto di fiducia a questo nuovo Governo, ma che indubbiamente da questa vicenda è resa necessaria. Nasce da una diversa lettura della crisi delle democrazie liberali in occidente e del ruolo che le sinistre dovrebbero avere in questo delicato momento storico. Ritengo anche per questo un errore non aver dato vita al processo costituente di Liberi e Uguali dopo le elezioni del 2018 per paura della complessità di un confronto tra culture politiche diverse. Errore a dire il vero condiviso con i compagni di Articolo 1. Non ho condiviso il percorso politico che ha portato alla lista per le europee de la Sinistra che, allora come oggi, ci vedeva sbandare verso una concezione testimoniale della politica che si ripresenta sul nostro cammino ad ogni curva difficile”.
Per Palazzotto, “scegliendo di non votare la fiducia al Governo Draghi si rischia di indebolire la necessità di consolidare un’alleanza politica che ritengo strategica per il futuro del Paese, quella tra LeU, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Ci sono momenti in cui serve trovare il coraggio di fare scelte difficili. Oggi è uno di quei momenti”.
“Votare la fiducia a questo Governo non è una scelta facile. Non lo è sul piano politico ma soprattutto su quello personale. Sono ancora sotto processo per aver violato i decreti Salvini. L’ho fatto, e lo rifarò se necessario, per salvare 59 vite umane durante una missione con Mediterranea. Non ho bisogno di leggere arguti analisti da tastiera per sapere che un Governo sostenuto da me e dalla Lega ha in sé molte contraddizioni”, sottolinea, aggiungendo che “ho deciso di fare la scelta più difficile perché penso che sottrarsi oggi alla responsabilità di combattere dentro il perimetro di questa maggioranza sia un errore politico”. E’ un errore per almeno 3 ragioni: perché “questa non è una maggioranza politica”; perché “stare dentro il perimetro di questa anomala maggioranza è l’unico modo per contribuire all`Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile proposta da Giuseppe Conte che ha al centro l’asse Pd, M5S e Leu” e infine perché “va difeso il lavoro fatto fino a qui da Liberi e Uguali”.
“La fiducia che voterò al Governo di Mario Draghi – conclude – non è comunque incondizionata, dovrà essere verificata giorno per giorno, provvedimento per provvedimento. Ma votarla oggi significa avere voce in capitolo per orientarne le scelte e non limitarsi a commentarle”.

(Globalist)

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