Dal Senato una larga fiducia a Draghi ma 15 pentastellati votano no

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I sì sono stati 262 (meno dell’esecutivo Monti), 40 i no tra cui i 19 di FdI, due gli astenuti. Sei M5s non hanno preso parte al voto  

 

 

Il governo Draghi incassa la prima fiducia al Senato. I voti favorevoli sono stati 262, i contrari 40 e 2 astenuti.

Una maggioranza ampia, di ben 101 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta fissata a 161, ma i cui numeri non fanno vincere all’ex numero uno della Bce il primato. Il record dei voti favorevoli, con una maggioranza che arriva a quota 281 sì, resta infatti in mano al governo di Mario Monti.

A pesare sono stati 15 senatori pentastellati che hanno votato contro (Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Micco, Giannuzzi, Granato, La Mura, Lannutti, Lezzi, Mantero, Mininno, Moronese, Morra e Ortis, sei non hanno partecipato al voto e altri due si sono astenuti.

Fonti del Movimento hanno riferito che i dissidenti che hanno votato contro la fiducia al governo Draghi saranno espulsi. Quei senatori ‘malpancisti’, è la spiegazione, si sono collocati fuori dalla maggioranza. A questo punto i dissidenti avrebbero i numeri per formare un gruppo a Palazzo Madama.

Tra i ‘governisti’ nel Movimento, intanto, serpeggia l’amarezza per la decisione presa dai ‘frondisti’, una strada del resto preannunciata nei giorni scorsi nelle chat e nelle riunioni online dei gruppi.

Ora, fari puntati sul pallottoliere della Camera dove giovedì si voterà la fiducia.

(Agi)

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