Governo Draghi, la vigilia del voto di fiducia. Nasce il gruppo interparlamentare M5S-Pd-Leu.

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Verso un documento programmatico comune per la sfida a Fi-Lega

 Conte: “Iniziativa giusta per valorizzare il lavoro comune già svolto”.

Domani alle ore 10 il neo premier terrà il suo discorso nell’aula del Senato, che verrà bissato giovedì alla Camera alle 11.30.

La votazione è prevista alle 22. Punterà all’unità con tre riforme principali. Sinistra italiana è spaccata e il M5S è nel caos tra dissidenti, indecisi e l’ala governista che spinge per il sì

È la vigilia del voto di fiducia al governo Draghi al Senato. E a Palazzo Madama nasce l’intergruppo parlamentare tra le forze che sostenevano l’ex maggioranza del Conte 2 e che ora appoggiano il nuovo esecutivo: Pd, M5S e Leu. Alla base dell’iniziativa c’è la volontà di stringere l’alleanza di governo attorno a un accordo programmatico che, partendo dall’esperienza del Conte 2, rilanci il Paese contrastando anche le mire di Forza Italia e Lega. “Un’iniziativa giusta e opportuna”, commenta l’ex premier Giuseppe Conte. E in serata, proprio per stabilire una linea comune tra i partiti del centrodestra nella maggioranza, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha incontrato il coordinatore nazionale di Fi Tajani e la sua vice Ronzulli.

Domani intanto alle 10 il neo premier terrà il suo discorso programmatico nell’aula di Palazzo Madama, che verrà bissato giovedì a Montecitorio, e che punta all’unità. Ma la larga maggioranza di governo è, come si diceva, percorsa da conflitti, interni ed esterni ai partiti. E riparte così la conta in Parlamento. Gli oppositori a Draghi dovrebbero essere una quarantina al Senato e 50 circa alla Camera, compresi i grillini ribelli. Il M5S, infatti, è scosso da un caos interno, con i dissidenti che continuano a minacciare di votare no al nuovo esecutivo e l’ala governista che invece è al lavoro per sostenere il governo. E stasera alle 21.30 si terrà l’ennesima assemblea dei deputati grillini che dovranno stabilire la linea da tenere sul voto di fiducia.

Fratelli d’Italia è contro la formazione del nuovo esecutivo e anche Sinistra italiana si è spaccata. Ma la distanza maggiore resta quella tra Lega e Pd, che complica anche la partita dei sottosegretari. “È un governo molto diverso dal precedente”, confida il segretario dem Nicola Zingaretti a Cartabianca su Rai3.  “E non nascondo – prosegue – che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi. Sicuramente è un governo che ha una larghissima maggioranza parlamentare e questo può essere un fatto molto positivo, di tranquillità. Ma ora se non ci mettiamo tutti la buona volontà, potrà anche creare problemi come è accaduto in queste ore su alcuni temi che sono riesplosi”.

Il gruppo interparlamentare M5S-Pd-Leu

“Alla vigilia del voto di fiducia al nuovo governo Draghi, abbiamo deciso, sollecitati da senatrici e senatori dei tre gruppi parlamentari, di intraprendere un’iniziativa comune: la costituzione di un intergruppo parlamentare che, a partire dall’esperienza positiva del governo Conte II, promuova iniziative comuni sulle grandi sfide del Paese, dalla emergenza sanitaria, economica e sociale fino alla transizione ecologica ed alla innovazione digitale”. Lo annunciano, in una nota, congiunta i capigruppo al Senato di M5S, Ettore Licheri, del Pd, Andrea Marcucci, e di Leu, Loredana De Petris. Per questo, aggiungono, “da domani, saremo insieme per rilanciare e ricostruire il nostro Paese”.  Lo scopo è anche quello di creare, attraverso un documento programmatico in via di stesura, un vero e proprio coordinamento prima di ogni conferenza dei capigruppo. Nel documento programmatico si sottolineerà la necessità di ripartire dai temi del governo Conte e allargare l’agenda alle questioni che il premier Draghi indicherà domani alle Camere.

“Si tratta di un’iniziativa giusta e opportuna”, commenta l’ex premier Giuseppe Conte. “In questa fase è ancora più urgente – prosegue – l’esigenza di costruire spazi e percorsi di riflessione che valorizzino il lavoro comune già svolto e contribuiscano ad indirizzare la svolta ecologica e digitale e le riforme di efficientamento della Pa e della giustizia nel segno di una maggiore equità e inclusione sociale”.

Ma la nascita dell’intergruppo non soddisfa tutti. A sollevare le critiche è il presidente di Italia viva, Ettore Rosato, che su Twitter scrive: “La scelta di andare verso una coalizione strutturale tra Pd, M5S e Leu, codificata anche nell’intergruppo parlamentare appena annunciato, apre una prateria per chi vuole costruire la casa dei riformisti. Italia Viva c’è e ci sarà. Per il riformismo, contro il populismo”. Ma perplessità arrivano anche dai dem. “Pensiamo a rilanciare l’iniziativa del Pd e a farlo uscire da questa assurda subalternità. Intergruppi che guardano al passato hanno davvero poco senso. Pensiamo semmai al futuro”, scrive il deputato Matteo Orfini.

Il discorso di Draghi alle Camere

Quello di Mario Draghi sarà un discorso breve, di 20-30 minuti al massimo, per chiedere unità e tre riforme. L’appello alla coesione è l’invito che rivolgerà alle forze politiche e al Paese, come richiesto anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per lavorare insieme, affrontare la battaglia al coronavirus  e la conseguente crisi economica, evitando così di far prevalere le varie differenze di partito. I cardini ineliminabili della sua impostazione saranno l’Europa, l’atlantismo e l’ambiente. Tre le riforme considerate centrali: fisco, giustizia civile e Pa, ossia i settori su cui il premier proporrà domani interventi di revisione strutturale legati anche al Recovery plan.

Domani il voto di fiducia al Senato

Il Senato è convocato domani, mercoledì 17 febbraio, alle 10 per il discorso con cui il premier chiederà la fiducia sul proprio esecutivo: novanta minuti dopo consegnerà il testo alla Camera, quindi alle 12.30 tornerà a Palazzo Madama per ricevere il primo largo Sì al nuovo governo. La votazione, come deciso oggi durante la capigruppo al Senato, avrà inizio intorno alle ore 22 con la prima “chiama” dei senatori. L’esito del voto dovrebbe essere reso noto dopo circa un’ora.

La fiducia giovedì alla Camera

Il voto di fiducia verrà bissato giovedì a Montecitorio. Il premier si presenterà per la fiducia alla Camera alle 11.30: anche in questo caso il voto dovrebbe arrivare in serata. Incassato quindi il via libera delle due aule, l’esecutivo guidato dall’ex presidente della Banca centrale europea sarà pienamente operativo.

I numeri alle Camere

Al momento, gli oppositori a Draghi dovrebbero essere 43 al Senato e 52 alla Camera (i sì certi sono 552), compresi i grillini ribelli. Ma vediamo le spaccature, come quella di Sinistra italiana. Il segretario Nicola Fratoianni ha annunciato che voterà no alla fiducia dopo l’assemblea di domenica. Non appoggeranno l’esecutivo neanche le ex senatrici grillini e ora componenti del gruppo Misto, Paola Nugnes e Elena Fattori.  Mentre la senatrice Loredana De Petris e il deputato Erasmo Palazzotto sono per sostenere il nuovo esecutivo. Versante M5S. I no pentastellati sono 20 a Palazzo Madama (tra cui quello di Emanuele Dessì, che subito ha chiarito la sua posizione all’indomani della nomina dei nuovi ministri nonostante il voto su Rousseau, Mattia Crucioli e Nicola Morra) e 15 a Montecitorio (con Alvise Maniero e Pino Cabras). Ma ci sono anche gli indecisi (dieci al Senato e 25 alla Camera) che con la loro decisione potrebbero far cambiare ancora i numeri.

Intanto, l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota fa sapere: “Non potendo essere presente al dibattito sulla fiducia per ragioni di salute, desidero esprimere il mio convinto sostegno alla scelta del presidente Mattarella per un governo presieduto da Mario Draghi, e sostenuto con intento unitario da un ampio arco di forze politiche”. Per Napolitano “lo stretto legame con l’Europa e l’alta considerazione internazionale consentiranno al nuovo governo di gestire al meglio la lotta alla pandemia, con una efficace campagna vaccinale, e di dare impiego proficuo alle risorse europee per programmi e investimenti in grado di affrontare i gravi problemi dell’Italia, in quel percorso di crescita economica e di progresso sociale e civile che tutti auspichiamo”.

Venerdì possibile Cdm

Si parla di un possibile Consiglio dei ministri venerdì. E sempre venerdì, in serata, sarà anche il giorno del debutto di Draghi sulla scena internazionale come premier: parteciperà da remoto alla riunione dei leader del G7 (la prima dall’aprile 2020), virtualmente ospitata dalla Gran Bretagna, con al centro la lotta al Covid, l’economia mondiale e i rapporti con la Cina.

Gli impegni dei ministri

Oggi il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, incontra gli imprenditori. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, oggi è impegnato nell’Ecofin. Lorenzo Guerini invece mercoledì e giovedì parteciperà da remoto alla riunione dei ministri della Difesa della Nato.

LO SPECIALE SQUADRA DI GOVERNO

Ecco la lista completa:

Luigi Di Maio (M5S) agli Esteri

Luciana Lamorgese (tecnica) all’Interno

Marta Cartabia (tecnica) alla Giustizia

Daniele Franco (tecnico) all’Economia

Lorenzo Guerini (Pd) alla Difesa

Giancarlo Giorgetti(Lega) allo Sviluppo economico

Stefano Patuanelli (M5S) all’Agricoltura

Roberto Cingolani (tecnico) alla Transizione ecologica

Dario Franceschini(Pd) alla Cultura

Roberto Speranza(Leu) alla Salute

Enrico Giovannini (tecnico) alle Infrastrutture

Andrea Orlando (Pd) al Lavoro

Patrizio Bianchi(tecnico) all’Istruzione

Cristina Messa (tecnica) all’Università

Federico D’Incà (M5S) ai Rapporti con il Parlamento

Vittorio Colao (tecnico) all’Innovazione tecnologica

Renato Brunetta (Forza Italia) alla Pubblica amministrazione

Mariastella Gelmini (Forza Italia) agli Affari regionali

Mara Carfagna (Forza Italia) al Sud

Elena Bonetti (Italia Viva) alle Pari opportunità

Erika Stefani (Lega) alle Politiche per la disabilità

Fabiana Dadone (M5S) alle Politiche giovanili

Massimo Garavaglia (Lega) al Turismo

(La Repubblica)

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