Covid, il Lazio rischia la zona arancione: venerdì 19 si decide, pericolo variante inglese

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L’indice di contagio Rt è a 0.96, è rimasto sotto la soglia critica dell’1 che fa scattare il cambio di colore. Ma la variante inglese sta mordendo sul territorio laziale con il 18% dei contagiati che ha contratto il “nuovo” Covid

Dopo due settimane di zona gialla, la variante inglese rischia di far tornare il Lazio in arancione. Venerdì si deciderà se il Lazio resterà in zona gialla o meno, quando l’Istituto superiore di sanità si riunirà per il monitoraggio delle singole regioni e nel pomeriggio la cabina di regia con il ministro Speranza confermato alla Salute deciderà le sorti del Lazio.

L’indice di contagio Rt è fermo a 0.96, appena sotto la soglia che fa scattare il cambio di colore, ma la variante inglese sta mordendo sul territorio laziale con il 18% dei contagiati che ha contratto il “nuovo” Covid. E se l’Rt dovesse raggiungere o superare 1 per il Lazio sarà arancione.

Proprio ieri l’Iss ha raccomandato “di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante, rafforzando o innalzando le misure e modulandole laddove la circolazione della variante è più elevata”, sottolineando come “l’impatto nei prossimi giorni potrebbe essere rilevante”. Anche l’assessore regionale D’Amato ha definito la “situazione molto delicata perché è atteso nei prossimi giorni un incremento”. Sarà decisivo dunque il monitoraggio di venerdì e l’andamento della curva dei contagi nelle prossime ore.

La cosiddetta “variant of concern” è presente nel Lazio con il 18% dei contagi totali, in linea con la media nazionale del 17,8%. La mutazione del virus ha la caratteristica di avere una trasmissibilità più elevata rispetto al Covid-19 conosciuto finora e di essere quattro volte più veloce nella propagazione del contagio. Elementi non rassicuranti quindi, che potrebbero portare a un’ulteriore accelerazione del contagio virale e all’innalzamento dell’indice Rt. Anche per questo in regione sarà prevista per i casi accertati una quarantena prolungata da 10 a 14 giorni.

La variante nel Lazio ha fatto aumentare anche i casi nei bambini e negli adolescenti. Nella scuola elementare “Chizzolini” al villaggio Prenestino ad esempio, con 3 casi positivi già accertati. In corso di accertamento, con alunni e insegnanti che si stanno sottoponendo ai tamponi, nei cluster dell’istituto Sant’Anna di viale Marconi a Roma e in un istituto di Latina. L’istituto Spallanzani, che per due giorni ha effettuato il monitoraggio, ha registrato altri positivi alla variante nel quartiere Prati e sulla via Cassia.
Tutto questo potrebbe pesare, nonostante gli ultimi dati complessivi riscontrino la stabilizzazione del tasso di positività e degli ingressi nelle terapie intensive ma hanno registrato anche l’aumento di Rt e il preoccupante incedere sulla scena “dell’incognita inglese”. Sulla propagazione del virus mutato più veloce e aggressivo pesa anche il ritardo che c’è stato e c’è nel sequenziamento del genoma del virus e il fatto che non sappiamo con certezza se potrà essere effettivamente neutralizzato dal vaccino. Saranno decisivi i riscontri dei tamponi effettuati nelle prossime ore, i dati regionali squadernati venerdì prossimo dall’Iss potrebbero optare per il cambio di colore e maggiori restrizioni.

(La Repubblica)

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