Circolo Arci diventa rifugio per i senzatetto. Il Municipio gli revoca l’autorizzazione, ma poi ci ripensa

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Dopo l’appello degli attivisti e la mobilitazione social, è stato lo stesso Sparwasser con un post su Facebook a comunicare l’archiviazione del provvedimento di revoca.

Da tre settimane il circolo culturale si è trasformato in uno spazio con 7 letti per far dormire e mangiare i più bisognosi

Avevano annunciato di non avere nessuna intenzione di fermarsi e di voler continuare a ospitare le persone senza fissa dimora almeno fino a fine febbraio, nonostante fossero stati raggiunti da una comunicazione del V municipio che rischiava di metterli in ginocchio. Ma dopo una giornata in cui hanno incassato numerose attestazioni di solidarietà, è arrivato l’insperato lieto fine.

A comunicarlo, sono stati gli stessi attivisti del circolo Arci Sparwasser del Pigneto, che con un post su Facebook, hanno fatto sapere di aver ricevuto una comunicazione ufficiale dal V Municipio di archiviazione della revoca di somministrazione di cibo e bevande.

Lo Sparwasser è gestito dall’Arci e all’interno è attivo un bar che serve a sostenere le attività sociali svolte dagli attivisti. Da tre settimane il bar è inutilizzato e la struttura è stata riadattata ad ospitare 7 clochard che in questo periodo di gelo non hanno un riparo.

Un cambio di destinazione d’uso che non era piaciuto al commissariato Porta Maggiore e su cui il municipio V aveva inizialmente deciso di prendere provvedimenti: “Il circolo adibito alla somministrazione di alimenti e bevande, ha recentemente cambiato destinazione d’uso dei locali commerciali in cui è ubicato – si legge nella pec inviata dal municipio dopo la segnalazione del commissariato – riqualificandosi in struttura di accoglienza per le persone senza fissa dimora, bisognose di posto letto per fronteggiare l’emergenza freddo che ha colpito la Capitale. Alla luce di quanto sopra – annota il municipio – avendo cambiato la destinazione d’uso dei locali, lo scrivente ufficio provvederà a emettere gli atti per il divieto di prosecuzione dell’attività in oggetto”.

Lo stop alla somministrazione di cibo e bevande per il circolo significava una cosa sola: dover chiudere. Una volta finita l’emergenza freddo, infatti, l’intenzione era quella di riaprire il bar. Senza le autorizzazioni non sarebbe stato possibile né tornare a lavorare né sostenere le proprie attività.

Nonostante tutto, gli attivisti avevano annunciato di non voler interrompere l’esperienza di accoglienza che stanno portando avanti: “Noi non ci fermiamo – commenta la presidente del circolo Diana Armento – ma ci sentiamo di denunciare una situazione paradossale in cui le istituzioni invece di sostenere chi fa del bene e cerca di aiutare gli altri li punisce con atti amministrativi, senza prima contattarci o ascoltarci”.

Armento spiega di aver avvisato il municipio V dell’iniziativa e di non aver mai ricevuto risposta. “Nella pec ci siamo resi disponibili a dare qualunque informazione necessaria, ma qui non è mai entrato nessuno a controllare o a parlare con noi”.

Lo Sparwasser durante la pandemia è stato trasformato anche in un centro di raccolta di cibo per la spesa solidale e al suo interno opera anche l’associazione Nonna Roma:

“Con il primo municipio stiamo portando avanti tante attività di solidarietà e sostegno a chi ne ha bisogno e ci sembra paradossale che un altro municipio, il V, abbia invece deciso di ostacolarci – commenta il presidente Alberto Campailla – Noi andiamo avanti perché le persone muoiono di freddo e la fredda burocrazia non ci fermerà”.

(La Repubblica)

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