TORINO-LIONE – LA COMMISSIONE EUROPEA NON SA COME RISPONDERE A DUE QUESITI

145

Mentre il Presidente Mario Draghi afferma: ” il clima va salvato”

Torino-Lione nuovamente alla ribalta

Il 18 dicembre 2020 un gruppo di sei scienziati (1) ha inviato una Lettera Aperta a Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea contenente due brevi domande:

1 – Lo scavo del tunnel internazionale tra Italia e Francia comporterebbe, secondo i proponenti l’opera, un’emissione complessiva di 10 milioni di tonnellate di CO2 (valutazione non certificata da alcuna autorità indipendente): in che modo la Torino-Lione è coerente con la strategia climatica dell’Unione europea? 

2 – Gli investimenti ad alta intensità di capitale producono più posti di lavoro degli investimenti finalizzati al perseguimento dell’obiettivo della neutralità climatica e della resilienza diffusa?

Di fronte a questi due sintetici quesiti, la Presidente Ursula von der Leyen ha incaricato la Commissaria UE ai Trasporti Adina Vălean di rispondere a suo nome, ma la lettera del 9 febbraio 2021 non conteneva alcuna risposta nel merito.

Alla prima domanda la Commissaria si è limitata in sintesi ad affermare che “La ferrovia è uno dei mezzi più puliti per spostare persone e merci”, ma non ha voluto confermare se lo scarico in atmosfera di 10 milioni di tonnellate di CO2 è coerente con la legislazione europea che ha posto nel 2050 l’obiettivo della neutralità carbonica. Rammentiamo che tale obiettivo è raggiungibile solo se ogni sforzo in tale direzione è iniziato da subito alfine di rallentare rapidamente le emissioni in atmosfera in ogni settore dell’economia del continente.

Per quanto riguarda la seconda domanda, la Commissaria non ha dato alcuna risposta.

I sei scienziati, di fronte a tale atteggiamento, hanno riproposto alla Presidenta Ursula von der Leyen e alla Commissaria Adina Vălean le due domande inviando il 13 febbraio 2021 un’altra Lettera Aperta che termina con il pressante invito a dare risposte adeguate alle domande poste.

È inquietante che la Commissione europea, che da decenni ribadisce l’indispensabile necessità di una seconda linea ferroviaria sotto le Alpi occidentali, non sia stata capace (non abbia voluto?) di rispondere nel merito a due essenziali domande, limitandosi a replicare per “buona educazione”.

L’Unione europea e i promotori della Torino-Lione intendono sacrificare la natura con pervicacia, insostenibile superbia e disprezzo delle risorse pubbliche, scaricando in atmosfera non meno di 10 milioni di tonnellate di COper adeguare agli standard TEN-T un tratto di meno di 60 chilometri di linea ferroviaria al di sotto delle Alpi occidentali recentemente ammodernata con un investimento di circa €1 miliardo di €.

Sarebbe un atto di solidarietà e di rispetto non farla, anche perché senza un nuovo tunnel da 10 miliardi di € sotto le Alpi occidentali l’efficienza e l’efficacia della Rete ferroviaria transeuropea TEN-T, della lunghezza di oltre 94.000 km, ne risentirà meno dello 0,5%. Un’inezia.

Nel frattempo il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha dato ieri 13 febbraio, nel corso della prima riunione del Consiglio dei ministri la sua indicazione: Il nostro sarà un governo ambientalista”. Verificheremo nelle prossime settimane la coerenza del nuovo inquilino di Palazzo Chigi e del suo Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini che ha introdotto Greta Thumberg nel Senato a Roma il 18 aprile 2019 in occasione del seminario “Il tempo cambia. È tempo di cambiare”.

Alla fine della seconda Lettera Aperta i sei scienziati hanno ribadito con amarezza che il richiamo della Commissaria ai trasporti alle categorie di Solidarietà e Unità li “porta ad osservare che ogni giorno ci sono migliaia di viaggiatori che attraversano o cercano di attraversare le Alpi in una modalità antica: a piedi. Così come ce ne sono migliaia che varcano il mare Mediterraneo su zattere e gommoni. C’è sicuramente un problema di solidarietà e di unità di intenti a scala europea” ma “Questo problema, certo, non verrebbe risolto dalla nuova linea Torino-Lione”.

_____________________________________________________________

(1)       Gli scienziati:

Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana

Angelo Tartaglia, Politecnico di Torino

Ugo Bardi, Università di Firenze

Sergio Ulgiati, Università degli Studi di Napoli Parthenope

Gianni Silvestrini, President of the scientific committee, Kyoto Club

Pietro Salizzoni, Ecole Centrale, Lyon(presidioeuropa.net)

 

Lettera

La Torino-Lione è coerente con la strategia climatica dell’Unione europea? LETTERA APERTA 18 dicembre 2020 AI LEADERS DELL’UNIONE EUROPEA de Luca Mercalli, Angelo Tartaglia, Ugo Bardi, Sergio Ulgiati, Gianni Silvestrini, Pietro Salizzoni La Commissione Europea ha indicato per tutta l’Unione Europea l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera di almeno il 55% entro il 2030, rispetto al livello del 1990. Inoltre, la CE ha ribadito l’intenzione di raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Rivolgendosi al Consiglio europeo e al Parlamento europeo sul Green Deal europeo, la Commissione ha sottolineato la necessità di valutare sistematicamente la coerenza tra la legislazione attuale e le nuove priorità. Al fine di garantire che tutte le iniziative del Green Deal raggiungano i loro obiettivi, la Commissione prescrive che tutte le proposte legislative e gli atti delegati includano un memorandum contenente una sezione specifica che spieghi come ogni iniziativa sia conforme al principio “non nuocere”. Considerando progetti come lo scavo di un tunnel internazionale tra Italia e Francia a servizio della nuova ferrovia Torino-Lione, è accertato che la fase di costruzione comporterebbe un aumento netto delle emissioni di gas serra: gli stessi proponenti stimano un’emissione complessiva di 10 milioni di tonnellate, anche se la loro valutazione non è certificata da alcuna autorità indipendente. La Corte dei conti europea, nel suo Rapporto Speciale n. 10/2020, osserva che il progetto TorinoLione è costantemente in ritardo rispetto al calendario ufficiale e che il suo completamento non può avvenire entro il 2030. Ciò significa che l’aumento netto della fase di emissione non terminerà probabilmente prima degli anni ’40 del secolo. Le emissioni e i relativi danni climatici sono certi, mentre il sequestro del carbonio è altamente incerto e sicuramente tardivo, dato che dobbiamo raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni nette. Come quando il “Il medico arriva al letto del paziente dopo la sua morte”. Nello stesso rapporto, la Corte dei conti europea osserva anche che c’è un forte rischio che gli effetti positivi (in termini di riduzione dell’impatto) di molti progetti come quello della Torino-Lione siano sopravvalutati. In generale, tali effetti dipendono dai livelli di traffico e dal trasferimento modale ed entrambi tendono ad essere sistematicamente sopravvalutati. In pratica, per la Torino- Lione, una compensazione delle emissioni iniziali in eccesso potrebbe difficilmente avvenire prima del 2050 o anche molto più tardi, se le previsioni di traffico e di trasferimento modale non sono confermate. Alla luce di quanto sopra, il sostegno dato dall’UE alla Torino-Lione (e a progetti simili) è coerente e compatibile con gli obiettivi ambientali fissati dall’UE? In che modo? Gli investimenti ad alta intensità di capitale producono più posti di lavoro degli investimenti finalizzati al perseguimento dell’obiettivo della neutralità climatica e della resilienza diffusa?

 

Risposta

ADINA VĂLEAN Rue de la Loi, 200 MEMBRO DELLA COMMISSIONE EUROPEA B-1049 Bruxelles adina.valean@ec.europa.eu Bruxelles, 9 febbraio 2021 PF/Ares(2021)494893 Luca MERCALLI Presidente e redattore capo Società Meteorologica Italiana onlus / Rivista Nimbus Osservatorio di Moncalieri, Collegio Carlo Alberto via Real Collegio 30 – 10024 Moncalieri Caro signor Mercalli, vorrei ringraziarla per la sua lettera riguardante il collegamento ferroviario ad alta velocità tra Torino e Lione e la sua rilevanza per la strategia climatica dell’UE. Il Presidente Ursula von der Leyen mi ha chiesto di rispondere a suo nome. La comunicazione della Commissione europea sul Green Deal europeo richiede una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra dai trasporti, affinché l’UE diventi un’economia neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. La strategia chiede anche che una parte sostanziale del 75% delle merci trasportate oggi su strada passi alla ferrovia e alle vie navigabili interne. Il cambiamento climatico non può essere affrontato se non abbiamo un efficiente trasferimento modale dalla strada a modi di trasporto più sostenibili. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo rendere tutti i modi di trasporto più sostenibili, dobbiamo promuovere il trasporto multimodale e dobbiamo investire di più in soluzioni moderne e pulite in Europa. La ferrovia è uno dei mezzi più puliti per spostare persone e merci. Ha le più basse emissioni di gas serra tra tutti i modi di trasporto. La ferrovia è anche uno dei modi di trasporto più sicuri e uno strumento eccellente per collegare persone, regioni e imprese in tutta l’UE. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi climatici, c’è quindi la necessità di aumentare la quota della ferrovia nel trasporto di persone e merci. La quota della ferrovia oggi non è soddisfacente, poiché trasporta il 7,6% dei passeggeri e il 17,4% delle merci (6° rapporto sul monitoraggio dello sviluppo del mercato ferroviario, 2019). La politica TEN-T dell’UE si inserisce molto bene in questo contesto. Promuove il trasferimento modale, investe nei modi di trasporto più rispettosi dell’ambiente, sostiene infrastrutture moderne, pulite e sicure e presta anche un’attenzione particolare agli investimenti transfrontalieri e ai collegamenti mancanti nelle catene di trasporto. Il nuovo collegamento ferroviario tra Torino e Lione è il principale progetto infrastrutturale transfrontaliero sul Corridoio mediterraneo della TEN-T. Si tratta di un progetto veramente europeo, sostenuto da molti anni dai governi di Francia e Italia, come confermato da una serie di accordi bilaterali. Per la sua dimensione strategica europea, la mancanza di alternative valide per attraversare le Alpi e il suo contributo al trasferimento modale, la Commissione europea cofinanzia il progetto dal bilancio dell’UE. Una delle maggiori sfide nell’area alpina è quella di ridurre il traffico stradale promuovendo sistemi di trasporto alternativi. L’attuale percorso ferroviario non è commercialmente redditizio e le merci continuano a usare strade già congestionate tra Francia e Italia. Il traffico di veicoli pesanti si concentra in poche valli di confine, mettendo in pericolo l’ambiente e il traffico in quest’area molto sensibile. Se non riusciamo a trovare una soluzione efficace e sostenibile per attraversare le Alpi, le nostre economie e popolazioni continueranno a soffrire delle conseguenze negative e costose dell’aumento della congestione, dell’inquinamento e degli incidenti. Come dimostrato dalla pandemia di coronavirus in corso, l’Europa ha bisogno di infrastrutture transfrontaliere moderne e rispettose dell’ambiente. Il tunnel di base Torino-Lione è un progetto di solidarietà e unità europea. Cordiali saluti, Adina VĂLEAN Firmato elettronicamente il 09/0

 

Controrisposta

Gentili Signore Ursula von der Leyen e Adina Vălean, La ringraziamo per la sua lettera del 9 febbraio 2021. Concordiamo sul fatto che i trasporti ferroviari siano un elemento importante della transizione energetica. Ma non tutti i progetti ferroviari sono climaticamente sostenibili, dipende dalle modalità di costruzione. La sostenibilità ambientale è infatti basata su grandezze fisiche misurabili e non sulle parole. La nostra domanda, alla quale non è stata data risposta, chiedeva: come la realizzazione di un tunnel di 57,5 km sotto le Alpi può essere compatibile con gli obiettivi e le scadenze ravvicinate dell’Unione Europea per la drastica riduzione di gas a effetto serra, in quanto le sue emissioni in fase di costruzione sono valutate (dal promotore e senza essere certificate da un soggetto terzo) in almeno 10 milioni di tonnellate di CO2 e la potenziale compensazione non avverrà prima del 2048, come si desume dalla Relazione Speciale n. 10/2020 della Corte dei Conti Europea. Siamo molto sensibili ai problemi dell’inquinamento nelle vallate alpine e nelle aree metropolitane; non siamo però al corrente di alcuna politica europea volta a disincentivare l’uso della strada per promuovere quello delle ferrovie già esistenti. Un altro quesito che è rimasto senza risposta è quello riguardo all’efficacia economica e sociale degli investimenti a forte intensità di capitale e bassa intensità di manodopera, quali sono i cantieri delle “grandi opere”, confrontati con quelli ad alta intensità di manodopera e bassa intensità di capitale quali sono manutenzioni, messe in sicurezza, miglioramenti dell’efficienza energetica distribuiti sul territorio. Nella sua lettera Lei fa riferimento a solidarietà ed unità, temi su cui la nostra sensibilità è massima. Ma nuovamente la nostra propensione per fatti e numeri ci porta ad osservare che ogni giorno ci sono migliaia di viaggiatori che attraversano o cercano di attraversare le Alpi in una modalità antica: a piedi. Così come ce ne sono migliaia che varcano il mare Mediterraneo su zattere e gommoni. C’è sicuramente un problema di solidarietà e di unità di intenti a scala europea. Questo problema, certo, non verrebbe risolto dalla nuova linea Torino-Lione. Se volesse rispondere alle nostre domande non potremmo che essergliene estremamente grati. Distinti saluti.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui