Ospedale da campo realizzato, ma inutilizzabile perché mancano i medici

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L’ospedale da campo, annunciato lo scorso 7 aprile in pieno lockdown e realizzato dalla Regione Umbria è stato inaugurato ed è pronto a partire.

Peccato che manchino i medici necessari per accogliervi i pazienti e che, al momento, sia completamente vuoto.

Sabato 6 febbraio l’ospedale da campo, costato ben 4 milioni e mezzo di euro, era stato consegnato ufficialmente alla gestione dell’ospedale di Perugia da parte della Regione Umbria.

“Una struttura, di cui si è dotata la Regione Umbria che è e sarà estremamente utile nelle emergenze, Covid e non”, aveva affermato la Presidente Donatella Tesei, soddisfatta per la realizzazione del progetto nato dall’idea della stessa Regione e finanziato dalla Banca d’Italia (per un valore di 3 milioni di euro).

“La struttura – aveva riferito in quell’occasione il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Marcello Giannico –  permette di ampliare l’offerta di posti letto anche in terapia intensiva dedicati al Covid, divenendo di fatto un nuovo reparto dell’ospedale Santa Maria della Misericordia”. La struttura è composta da 10 posti di terapia a bassa intensità, 16 di terapia subintensiva e 12 di terapia intensiva, dotato di macchinari di ultima generazione e attualmente collegato con i gas medicali dell’ospedale così come i report dei macchinari vengono caricati in remoto sul computer dell’Azienda Ospedaliera.

“La struttura campale strategica – aveva aggiunto il Direttore regionale Stefano Nodessi – potrà tornare utile anche per future emergenze. Ad oggi è un tassello fondamentale della cura del Covid, a tal proposito vorrei sottolineare che, oltre a strutture del genere, per debellare e prevenire il virus è necessario tenere comportamenti responsabili, anche rispettando le restrizioni dell’ultima ordinanza. Un sacrificio necessario che dobbiamo fare”.

A livello tecnico, l’ospedale da campo è dotato sia di riscaldamento che aria condizionata, nonché di gruppi di generazione in grado di farlo funzionare anche in caso di mancanza energia elettrica. È altresì attrezzato di 5 serbatoi di acqua, per un totale di 26000 litri, che gli permettono di funzionare in tutte le condizioni: le acque vengono depurate in ingresso e anche, per motivi di maggiore sicurezza per l’ambiente esterno, in uscita. Si tratta di una struttura ospedaliera a tutti gli effetti, quindi, ma al momento incompiuta e, soprattutto, vuota.

Mancano infatti almeno 10 anestesisti, infermieri e operatori socio sanitari.

Durante l’informativa di martedì 9 febbraio, da parte della Presidente Donatella Tesei, nessun accenno è stato fatto relativamente all’apertura e alle modalità di messa in opera dell’ospedale da campo, di fatto “dimenticato”. Il direttore regionale Salute e Welfare, Claudio Dario, ha affermato di aver chiesto alla Protezione civile nazionale e a altre regioni supporto “per avere medici specialisti in comando in Umbria”.

Nel frattempo, sono attesi 44 nuovi posti di terapia intensiva in Umbria entro il 28 febbraio, nella speranza che, in questo lasso di tempo, qualcosa inizi realmente a cambiare.

(QuotidianodellUmbria)

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