Una sonda degli Emirati Arabi è entrata nell’orbita di Marte

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Si tratta del primo Paese arabo che raggiunge il Pianeta Rosso. Il nome del vettore, è ‘al-Amal’ che in arabo vuol dire ‘speranza’

La sonda ‘al-Amal’ degli Emirati arabi uniti è entrata con successo nell’orbita di Marte. Si tratta del primo Paese arabo che raggiunge il Pianeta Rosso. Lo ha annunciato il responsabile della missione spaziale, Omran Sharaf.
Il vettore, che vuol dire ‘speranza’ in arabo, è partito la scorsa estate e si stimava che sarebbe entrato in orbita questo mese, in concomitanza con le celebrazioni per il 50esimo anniversario dell’unificazione degli Emirati.

Intanto sono in arrivo altre due sonde oltre a quella emiratina a partire da oggi ed entro 10 giorni. A tagliare per prima il ‘traguardo’ sarà, come detto, Hope, la sonda inviata dagli Emirati Arabi Uniti  che sarà seguita domani dallasonda cinese Tianwen-1 che, diversamente da quella emiratina, è destinata a scendere sul Pianeta Rosso e a far sbarcare un rover. Il trittico sarà concluso il 18 febbraio, quando su Marte dovrebbe atterrare anche la sonda della Nasa Mars2020 che trasporterà sul Pianeta rosso il quinto rover americano, Perseverance che, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa), dovrà riportare sulla Terra campioni del suolo marziano.

Purtroppo, questo è anche l’unico ruolo riservato all’Europa nel trittico di missioni che sono state lanciate verso Marte nel luglio scorso per sfruttare al massimo il momento favorevole per raggiungere il pianeta. La Missione Europea ExoMars dovrà ora attendere il 2022 per essere lanciata. Se Hope raggiungerà con successo l’orbita di Marte, gli Emirati saranno la quinta nazione al mondo a raggiungere il Pianeta Rosso, dopo Stati Uniti, India, ex Unione Sovietica (Urss) e Agenzia spaziale europea. Con l’hashtag #ArabstoMars, gli Emirati Arabi Uniti stanno mostrando una forte presenza sui social media per celebrare la missione.

L’esplorazione spaziale del Pianeta rosso è stata costellata di successi e fallimenti. Per quanto riguarda gli Emirati Arabi Uniti, da quando Hope è stata lanciata dal Tanegashima Space Center in Giappone lo scorso 19 luglio, la sonda dovrà ora affrontare una serie di sfide significative: dovrà rallentare notevolmente ed entrare nella gravità di Marte, passando dalla velocità di crociera di circa 121 mila chilometri orari fino a circa 18 mila km/h, una manovra che consumerà circa la metà del carico di carburante totale. Scopo della missione, ufficialmente designata come Emirates Mars Mission (EMM), studiare le tempeste di polvere e le differenze nei modelli meteorologici tra le diverse zone del pianeta.

(Agi)

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