Diritti umani e privatizzazione dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari. Rapporto dell’ONU

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In un documento commissionato dall’ONU si criticano fortemente i processi di privatizzazione nel settore dell’acqua pubblica e servizi igienico-sanitari.

 

Il rapporto, curato dal Relatore Speciale dell’ONU sul diritto all’acqua (Leo Heller), è stato pubblicato a luglio 2020 e trasmesso quindi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dal Segretario Generale in occasione della 75° sessione svolta a Ottobre 2020.

Si tratta di un atto di accusa molto esplicito e puntuale su come la privatizzazione dell’acqua metta a rischio il diritto all’accesso a questo bene.

Ad esempio tra gli attori responsabili dell’espansione di questi processi viene individuata la cosiddetta Troika essendo arrivata a subordinare le “operazioni di salvataggio” (ad es. per Grecia e Portogallo) alla privatizzazione della gestione dei servizi pubblici, compresa l’acqua (pag. 7).

Riportiamo il seguente passaggio che pare fotografare la situazione italiana, ed in particolare quella del nostro territorio e di tutto il lazio:

“i ricavi in eccesso derivanti dalla fornitura di servizi sono quasi interamente distribuiti tra proprietari o azionisti di società private come utili e dividendi. Questo pratica ha un impatto negativo sugli investimenti nella manutenzione e sull’estensione di servizi per le popolazioni non servite o sottoservite, il che può portare a una continua necessità di investimenti pubblici.”

E’ un documento molto interessante che affronta un problema globale, e mette a fuoco una delle criticità del momento nel nostro territorio ed in Italia: a parole tutti sembrano condividere l’esigenza di svincolare l’acqua dalle leggi di mercato, ma poi la legge regionale del Lazio (5/2014) è bloccata, e anzi pare proprio venga archiviata con l’approvazione dell’ATO unico regionale, e quella nazionale è ormai carta straccia.

 

IL rapporto si può leggere qui:
https://www.lagone.it/wp-content/uploads/2021/02/38-INT-ONU-ACQUA-E-PRIVATIZZAZIONI.pdf

Riportiamo la traduzione della introduzione

Una narrazione comune nella comunità dei diritti umani è che i diritti umani siano “neutrali” rispetto al tipo di fornitori di acqua potabile e di servizi igienico-sanitari.
Il presente rapporto critica questa narrazione.
il Relatore speciale sui diritti umani all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, Léo Heller, parte dalla premessa che esistono rischi specifici per il godimento dei diritti umani all’acqua e ai servizi igienico-sanitari in situazioni di privatizzazione, e che è necessaria e rilevante l’esplorazione della dimensione giuridica, teorica ed empirica di questi rischi. 
Analizza questi rischi sulla base di una combinazione di tre fattori legati alla fornitura privata di acqua e servizi igienico-sanitari:
  • massimizzazione del profitto,
  • monopolio naturale dei servizi e
  • squilibri di potere.
Utilizzando questo quadro analitico, identifica diversi rischi, tra cui:
  • la mancanza di utilizzo del massimo delle risorse disponibili,
  • il deterioramento dei servizi,
  • l’impossibilità di accesso,
  • la negazione della sostenibilità,
  • la mancanza di responsabilità,
  • la disuguaglianza.
Fornisce inoltre raccomandazioni agli Stati e ad altri attori per affrontare e mitigare tali rischi.

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