Biden nega a Trump i rapporti di intelligence e dice il perché: “È instabile”

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Il neo presidente glissa anche sul tema impeachment: “Adesso non sono senatore e lascerò che sia il Senato a decidere”

 

Dopo le tante idiozie fatte in questi ultimi quattro anni da Donald Trump, anche il neo presidente Joe Biden sembra non fidarsi più di tanto della lucidità del tycoon.

Una frase in particolare ha fatto scalpore nella prima intervista alla Cbs: il democratico ha detto che il predecessore Donald Trump non dovrebbe ricevere i rapporti dell’intelligence, citando la sua ‘instabilità’.

Per tradizione gli ex presidenti possono richiedere gli stessi rapporti che arrivano al presidente in carica. Al momento, Trump non lo ha fatto. Ma alla domanda della giornalista Norah O’Donnell se ritenesse che Trump dovrebbe avere accesso ai dossier dell’intelligence qualora li richiedesse, Biden ha detto “Credo di no”.

E cosa potrebbe succedere se li ricevesse? “Preferirei non fare ipotesi ad alta voce su questo” ha detto il presidente, citando però il “comportamento instabile” di Trump, anche prima, ha detto, dell’insurrezione che ha visto i sostenitori dell’ex presidente assaltare il Congresso il 6 gennaio.

“A che serve dargli un rapporto dell’intelligence? Che impatto può avere, a parte il fatto che potrebbe lasciarsi sfuggire qualcosa?”

Biden ha anche declinato di rispondere alla domanda se voterebbe per l’impeachment di Trump, se fosse un senatore, nel voto della settimana prossima. “Ho corso come un pazzo per sconfiggerlo perché ritenevo che non fosse in grado di essere presidente” ha detto. “Ho visto come tutti cosa è successo quando quella folla ha invaso il Congresso. Ma non sono senatore adesso e lascerò che sia il Senato a decidere”.

Altro tema dell’intervista, il maxi pacchetto di aiuti alle famiglie a basso e medio reddito, 1.900 miliardi di dollari pre-approvati dal Congresso i cui dettagli devo essere discussi in sede di Commissioni parlamentari.

In particolare Biden ha parlato della proposta di aumentare il salario minimo a 15 dollari l’ora. “Non credo che sopravviverà” al dibattito parlamentare ha detto il presidente.

La proposta cara è alla sinistra del partito democratico, che vorrebbe inserirla nel maxi pacchetto.
Il presidente si è detto disponibile ad aprire un negoziato separato sul tema.

(Globalist)

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