A Wuhan il team dell’Oms ha trovato “dati mai visti”

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Gli esperti dell’Oms e lo staff del Wuhan Institute of Virology, nelle tre ore e mezzo trascorse all’interno del laboratorio, oltre a visionare numeri e documenti, hanno avuto una “schietta e aperta discussione”

Le indagini degli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità in corso a Wuhan sull’origine della pandemia registrano nuovi progressi e “dati mai visti”. Gli scienziati sono stati in visita al laboratorio di massima sicurezza dell’istituto di virologia della città, al centro, nei mesi scorsi, dei sospetti sulla diffusione del virus

Nel sesto giorno di indagini sul campo, dopo la fine dei 14 giorni di quarantena previsti all’ingresso in Cina, gli scienziati internazionali hanno incontrato anche la virologa più famosa della Cina, Shi Zhengli, la “bat-woman” recentemente premiata per i suoi studi sui virus nei pipistrelli.

Un incontro “estremamente importante”, quello con la scienziata di Wuhan, ha scritto su Twitter Peter Daszak, uno degli esperti del team in Cina e presidente della Ong EcoHealth Alliance, dedicata alla protezione della fauna selvatica e degli esseri umani da malattie infettive emergenti.

Nelle tre ore e mezzo trascorse all’interno del laboratorio, gli esperti dell’Oms e lo staff del Wuhan Institute of Virology hanno avuto una “schietta e aperta discussione” e, conferma Daszak, sono state poste domande essenziali e sono state ricevute risposte da parte degli interlocutori cinesi.

La squadra dell’Oms procede con “mentalità aperta” nelle indagini, politicamente molto sensibili per la Cina: Pechino respinge l’ipotesi di essere il Paese da cui si è sviluppato il virus, e ancora di più che possa essere sfuggito dal laboratorio di Wuhan, citando studi che ne riportano la presenza di casi di Covid-19 in altri Paesi contemporaneamente o prima del focolaio di fine 2019.

Gli incontri, le visite e i colloqui avuti finora hanno dato risultati soddisfacenti, secondo lo stesso Daszak. “Stanno condividendo dati con noi che non avevamo visto prima, che nessuno aveva visto prima. Ci parlano apertamente di ogni possibile strada. Stiamo davvero facendo progressi e penso che ogni membro del gruppo possa dirlo”, ha dichiarato lo scienziato, intervistato da Sky News, nel giorno della visita al laboratorio al centro dei sospetti.

Nessuna ipotesi sull’origine del coronavirus responsabile dell’attuale pandemia può essere scartata: “Tutto è sul tavolo e stiamo mantenendo una mentalità aperta”, ha detto, e “se la prova è là, la seguiremo”, ha dichiarato alla Nbc. Il pipistrello è considerato dalla stessa Shi Zhengli uno degli ospiti naturali del coronavirus Sars-nCoV-2, ma rimane, per ora, il mistero su come possa avere fatto il salto di specie.

Ampia copertura alla visita è stata data anche dai media cinesi, che hanno difeso il livello di sicurezza del laboratorio, e già ieri, avevano confermato la visita degli esperti dell’Oms all’istituto di virologia di Wuhan.

Fondato nel 1956, l’istituto ospita l’unico laboratorio di livello massimo di bio-sicurezza in Cina, e la struttura, precisa il tabloid Global Times, “segue severi standard internazionali”, come strutture simili in altre parti del mondo.

L’agenda delle indagini rimane poco chiara, e gli scienziati internazionali sono giunti quasi a metà della missione a Wuhan: tra le tappe effettuate finora, ci sono anche l’ospedale che ha accolto i primi pazienti contagiati a fine 2019 e il mercato Huanan, che vendeva anche esemplari di fauna selvatica, e dove si è manifestato il primo focolaio noto di Covid-19.

(Agi)

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