Mangia sushi: ragazza in condizioni disperate ad Ancona

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Ancona, 31 gennaio 2020 – È ricoverata in gravi condizioni la ventunenne umbra arrivata ad Ancona a causa di un’intossicazione alimentare. La ragazza, ricoverata all’ospedale di Torrette nella giornata di giovedì dopo un trasferimento dall’ospedale di Foligno, si sarebbe sentita male dopo aver consumato sushi. 

Il prodotto alimentare sarebbe stato ordinato e preso in asporto da un ristorante della cittadina in provincia di Perugia.

Gli indizi sembrano portare a quella causa, ma è bene rilevare che quel giorno la stessa tipologia di prodotto è stata consumata da diversi altri clienti e nessuno, a parte la persona in questione, ha avuto una simile conseguenza. Il condizionale è d’obbligo visto che nei tre giorni di ricovero a Torrette la 21enne è stata sottoposta ad una serie infinita di esami per capire sia l’origine del problema, ma soprattutto la via migliore per intervenire. La diagnosi è complessa, ma riassumendo si può dire che si tratta di una insufficienza multiorgano abbastanza seria e che purtroppo starebbe peggiorando.

Al momento si trova ricoverata nella divisione di rianimazione, situazione necessaria in questa fase. Nel frattempo sono stati effettuati tantissimi esami, ripetuti ogni giorno, che stanno chiamando in causa tutte le professionalità possibili ed immaginabili: “Le condizioni della paziente si stanno lentamente ma inesorabilmente degradando – spiega uno dei medici che ha seguito il caso di una delle unità operative coinvolte -. Si sta facendo ogni sforzo possibile per intervenire e tamponare il problema, non è facile, ma qui ci sono tutte le conoscenze del caso. Si tratta comunque di un caso molto particolare”.

La scelta di portare la paziente da Foligno ad Ancona è legata alla presenza, all’interno del regionale di Torrette, del reparto di chirurgia epatobiliare e dei trapianti, guidata dal professor Marco Vivarelli, eccellenza assoluta in ambito nazionale. A preoccupare maggiormente i medici di Torrette è la grave insufficienza epatica, dunque al livello del fegato che ha sofferto uno choc molto intenso. È ancora troppo presto per anticipare interventi particolari, ma vista la situazione non è da escludere che tra le carte da giocare non si debba arrivare anche ad un trapianto di fegato. L’équipe del centro diretto da Marco Vivarelli è attivo da quasi 16 anni e nonostante il Covid lo scorso anno è stato molto attivo con decine di trapianti di organo, fegato in particolare. Al momento la parte chirurgica dell’unità epatobiliare-pancreatica e dei trapianti non è entrata in azione sotto il profilo interventistico. I prossimi due-tre giorni saranno assolutamente decisivi per valutare la sorte della 21enne folignate.

(Il Resto del Carlino)

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