LAGONE

Brucia la west coast, 500mila evacuati

Brucia la west coast, 500mila evacuati
Settembre 13
04:44 2020

Le fiamme da giorni non danno tregua a California, Oregon e Stato di Washington: in tutto sono morte almeno 15 persone e milioni di acri di terra sono andati distrutti

Il fumo è arrivato sino alle Baleari. La costa ovest degli Stati Uniti brucia. Le fiamme da giorni non danno tregua a California, Oregon e Stato di Washington: in tutto sono morte almeno 15 persone e milioni di acri di terra sono andati distrutti. A partire da giovedì, più di 100 incendi in 12 stati hanno inghiottito oltre 4,3 milioni di acri, secondo l’agenzia governativa per la gestione dei roghi: l’equivalente di un territorio grande quasi quanto lo Stato del New Jersey. Tra gli incendi, quello divampato nel nord California ha assunto dimensioni tali da renderlo il più grande della storia dello Stato: causato da un fulmine lo scorso 17 agosto, è costato la vita ad almeno 10 persone, ha inghiottito da solo circa 470mila acri di terreni ed è stato contenuto solo per il 24% della sua estensione. Al lavoro per cercare di domare le fiamme ci sono i vigili del fuoco arrivati da tutto il Paese: solo nel Golden State sono 14mila i soccorritori impegnati. In Oregon le fiamme hanno costretto 500mila persone a evacuare e lasciare le loro case: si tratta di più del 10% dei 4,2 milioni di abitanti dello Stato. Nel frattempo, il presidente Trump ha approvato lo stato di emergenza dichiarato dalla governatrice, Kate Brown. Le fiamme hanno avvolto e quasi cancellato le cittadine di Phoenix e Talent, mentre nel centro abitato di Molalla, a 50 km da Portland, hanno costretto ad un ordine di evacuazione obbligatorio nei confronti di circa 9mila persone. Le autorità temono per il numero delle vittime: finora sono stati segnalati almeno quattro morti in Oregon (e uno nello Stato di Washington) ma altre persone potrebbero avere perso la vita a causa delle fiamme. Solo nella giornata di ieri si sono sviluppati 37 incendi simultanei, un numero shock per l’ufficio di gestione dell’emergenza: negli ultimi tre giorni, invece, sono bruciati 364mila ettari di terreni, un’area più vasta del Rhode Island e quasi il doppio del territorio che viene distrutto dai roghi solitamente in un anno.

Le fiamme degli incendi accendono anche la campagna elettorale.

E per questa ragioni monta anche la polemica nei media Usa sul lungo silenzio di Donald Trump di fronte agli incendi che stanno devastando la costa ovest americana, uno dei peggiori disastri naturali dei tempi moderni in quella regione, finito sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Silenzio interrotto solo dopo tre settimane con un tweet alla fine dell’anniversario dell’11 settembre ma solo per rendere omaggio agli eroi del momento, gli stessi di 19 anni fa: i vigili del fuoco. «Ringrazio gli oltre 28 mila pompieri e primi soccorritori che stanno combattendo contro gli incendi in California, Oregon e Washington», scrive il presidente. «Siamo con loro fino alla fine», aggiunge, ricordando di aver approvato le dichiarazioni di emergenza. Ma non una parola di solidarietà per le vittime, e nessun riferimento alla devastazione ambientale che ha colpito Stati tutti saldamente democratici. Né tantomeno una visita, mentre si era precipitato in Texas e in Louisiana (dove ha vinto nel 2016) dopo il passaggio dell’uragano Laura.

(La Stampa)

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