LAGONE

Travolte e uccise su Corso Francia, una messa per Gaia e Camilla. “Non vogliamo vendetta ma giustizia”

Travolte e uccise su Corso Francia, una messa per Gaia e Camilla. “Non vogliamo vendetta ma giustizia”
giugno 23
11:10 2020

Una messa per ricordare Gaia e Camilla, amiche e compagne di classe, travolte e uccise da un suv lungo Corso Francia.

La commemorazione per i sei mesi dalla loro morte si è svolta nella parrocchia del Preziosissimo Sangue questo pomeriggio alle 19.

“Non vogliamo vendetta ma giustizia. La ultime decisioni dei magistrati ci hanno dato la forza per andare avanti ma le nostre bambine non ce le ridarà nessuno. Oggi sono passati sei mesi dalla loro scomparsa, la nostra vita si è fermata con la loro morte” ha commentato Gabriella, la mamma di Gaia, che ha organizzato l’iniziativa.

Parenti e amici delle ragazze si sono raccolti commossi nello spazio esterno alla chiesa. “Siamo qui a ricordare Gaia e Camilla, le loro vite stroncate ci ricordano che la vita è un soffio. Il tempo vola e questo dobbiamo ricordarlo come dobbiamo ricordare che ciò che conta è amare e perdonare”, ha detto il sacerdote durante il sermone.

 

Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, di soli 16anni, la notte del 22 dicembre stavano attraversando Corso Francia quando il suv guidato da Pietro Genovese, figlio del noto regista Paolo, le falciò trascinandole per diversi metri. Lo scorso maggio il gip di Roma ha disposto il giudizio immediato per il giovane accusato di omicidio stradale plurimo e il processo inizierà l’8 luglio davanti all’ottava sezione penale.

Una super perizia ha dimostrato che Genovese non poteva vedere le due ragazze.

E le vittime dell’incidente, non potevano vedere l’auto in arrivo. A consentire la ricostruzione, oltre alle testimonianze e ai calcoli eseguiti sull’auto, sono state le immagini catturate da una delle telecamere di Corso Francia: per il perito sarebbe bastato un secondo e mezzo di ritardo per evitare l’impatto.

“Gaia e Camilla ci mancano, questo è stato un anno molto difficile anche per il Coronavirus” racconta Ludovica, una compagna di scuola che ha partecipato alla messa. “Nessuno di noi le ha dimenticate. Sono passati sei mesi da quel terribile incidente ma il tempo non ha alleviato il dolore che abbiamo provato e che ancora proviamo. Saranno sempre con noi che le abbiamo conosciute e amate”.

(La Repubblica)

 

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