Trevignano: un paese quasi spettrale ai tempi del Covid-19

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La sindaca Claudia Maciucchi ha fatto numerosi appelli ai suoi concittadini: “Dovete restare a casa”

 

Un paese quasi spettrale, giornate di sole infinito che sembrano quasi prenderci in giro e un lago che si chiede dove sono i turisti e i miei compaesani? E i fotografi sempre pronti ad immortalare un bel tramonto rosa? Il lungolago pieno di gente, il mercatino della domenica, i ristoranti con i tavoli arrangiati nei posti più improbabili e i loro camerieri che sgambettano su e giù dalla cucina sono ormai un ricordo a Trevignano. La preoccupazione è tanta e a parte qualche irresponsabile che in barba ai divieti fa running o esce ogni giorno per mezzo etto di prosciutto, tanti sembrano aver compreso la pericolosità di questo virus e per quanto possibile cercano di rispettare il decreto del Presidente del Consiglio e uscire davvero per lo stretto necessario. Anche il Sindaco Claudia Maciucchi ci ha tenuto a fare un appello ai suoi concittadini viste le ancora numerose presenze per il paese che escono per scopi pressoché inutili: “Sono stati diramati appelli a ripetizione, ci sono notizie agghiaccianti provenienti da tutto il mondo, sono stati chiusi luoghi pubblici, uffici, negozi, palestre, piscine, stadi, centri sportivi, è stato fermato lo sport nazionale ed internazionale, si sono fermate Nazioni intere e miliardi di persone stanno in casa. È possibile che qualcuno di noi qui, a Trevignano Romano, non riesca a comprendere il messaggio istituzionale e quello dei medici, facendo un piccolo, insignificante sacrificio per il bene proprio e di tutta la Comunità? Dobbiamo uscire quanto prima da questo incubo e lasciarci dietro le spalle questa orribile pagina della nostra storia. Ma se lo vogliamo seriamente: Dovete Restare a Casa!”. I controlli dei Carabinieri e della Polizia Locale comunque proseguono e per quei furbetti (si fa per dire) che continuano a eludere i divieti rischiando di compromettere tutti i sacrifici che moltissimi cittadini stanno facendo, rispettando alla lettera questa quarantena, non vi è ormai più scampo. Viene da chiedersi quando questo incubo finirà, la cosa che di certo abbiamo capito è che più si sta a casa e prima ne usciamo. Torneremo a riempire le nostre piazze, torneremo a berci uno spritz in uno dei tanti locali affacciati sul lago, torneremo alle nostre passeggiate a piedi o in bici, al mercatino della domenica, ai pranzi e alle cene nei nostri ristoranti in riva al lago, torneranno anche i turisti a far da cornice al nostro meraviglioso paesaggio, ma ora è il momento della responsabilità e del sacrificio, per far sì che tutto ciò avvenga dobbiamo stare a casa.

Chiara Marricchi

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