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Associazione L’Agone Nuovo: Cambiamenti climatici, Intolleranza umana e Pandemia

Associazione L’Agone Nuovo: Cambiamenti climatici, Intolleranza umana e Pandemia
Aprile 09
16:28 2020

Tutela del pianeta e rispetto delle persone devono andare di pari passo. Ambiente, Scuola e Lavoro

  

Abbiamo partecipato alla manifestazione Friday for Future in una scuola elementare e abbiamo costatato come molti bambini di età compresa tra i sette e dieci anni siano molto sensibili e preparati sui temi ambientali. Le domande poste, tutte finalizzate al come si possa ribaltare la situazione, avevano una logica stringente e nonostante la semplicità derivante dalla tenera età, hanno denotano come la scuola abbia saputo installare in loro un germe positivo.

Nella stessa giornata, abbiamo appreso di una nuova aggressione di stampo fascista che ha causato una cinquantina di morti, domanda: rispetto del pianeta e violenza fisica hanno qualcosa in comune? La nostra risposta è Sì e proviamo a spiegare la nostra teoria.

Quando si verificano crisi economiche, in contemporanea prendono forza movimenti d’intolleranza nei confronti di chi è diverso rispetto a un modello basato su egoismi e difesa del proprio io. Cerchiamo di fare un po’ di ordine sia nelle definizioni, sia nella lunga storia dell’umanità.

L’uomo è nato nomade: alla sua comparsa per il suo sostentamento alimentare si consumavano esclusivamente le risorse locali, quindi appena finite iniziava il cammino verso nuovi territori. La stanzialità è arrivata quando si è iniziato a coltivare il proprio territorio.

Nei primi anni del XIX secolo il naturalista francese Jean-Baptiste de Lamarck nel suo saggio “Filosofia zoologica” affermava: la natura è soggetta a leggi proprie e autonome, determinanti evoluzioni e cambiamenti delle specie nel corso dei secoli, vedi graduali modificazioni degli organismi per adattarsi ai nuovi ambienti/clima/cibo. E’ stato coniato il termine ‘Ominazione’ per indicare il processo di evoluzione della specie umana e la sua progressiva diffusione sulla Terra, a partire dalla sua comparsa in Africa centro-orientale circa 2 milioni di anni fa.

Il miscelamento delle razze, termine sconfessato dallo scienziato genetista Luca Cavalli-Sforza, scomparso da poco, ha prodotto civiltà e culture molto differenti tra loro ma queste non possono e non devono essere considerate strutture chiuse o isolate tra di loro; troppi esempi di sovrapposizioni o punti fondamentali in comune si possono vedere nelle religioni, costumi, arte e tutto ciò che l’uomo produce. Le caratteristiche fisiche predominanti di certe popolazioni dipendono invece da un numero molto ridotto di geni e sono state selezionate esclusivamente da condizioni ambientali.

Perché sosteniamo che i cambiamenti climatici e intolleranza sono collegati? Sin dai primi anni Sessanta, gli scienziati sostenevano come ad un incontrollato incremento demografico non corrispondeva sicuramente una gestione oculata e programmata delle risorse del pianeta: lo scorso anno, il primo agosto ha segnato il cosiddetto Earth Overshoot Day, ovvero le risorse naturali che l’umanità ha a disposizione per il restante 2018 sono state esaurite e si consumerà in debito per cinque mesi. Tutte le risorse, acqua, minerali, suolo e quant’altro di cui l’umanità necessita tendono a essere consumate prima che la Terra possa reintegrarle. La data dell’Overshoot ogni anno anticipa.

I negazionisti affermano che il riscaldamento globale è un’invenzione, eppure basta vedere come fenomeni rari fino a qualche anno addietro, trombe marine, alluvioni, disastri geologici, ora sono frequenti. Ma cosa si vuole nascondere: il raddoppio del canale di Suez sta provocando l’innalzamento della temperatura del Mediterraneo, il cambiamento della fauna e della flora, ma tutto ciò è giustificato solo ed esclusivamente dalla necessità di maggiore velocità dei trasporti con costi ridotti.

Tutto viene visto in funzione dell’economia, e qui si vede come necessitiamo di mano d’opera poco qualificata o che si accontenta di salari più bassi. Il sistema economico spinge a maggiori consumi non per sostenere la popolazione, ma per autosostenersi prediligendo chi ha, ma non chi non ha.

Quindi, linguaggi sempre più violenti che servono solo a giustificare il proprio IO senza badare che la propria libertà non infici i diritti altrui. Migliaia di persone abbandonano i loro paesi rischiando la vita per permettere a noi di avere un’agricoltura di qualità: perché non ci chiediamo dove vanno la sera quei lavoratori della terra che per qualche decimo di euro consentono di mettere in tavola frutta e ortaggi? A volte muoiono anche italiani, vedi la signora che morì d’infarto l’anno scorso dopo che aveva lavorato sotto un sole cocente in piena estate per oltre dieci ore. Però facciamo le fiaccolate.

Oggi ci troviamo a combattere il coronavirus, che partito dalla lontana Cina, rapidamente si è diffuso in quasi tutto il mondo; quali deduzioni possiamo trarre da questo male?

E’ vero che pestilenze sono sempre esistite con caratteristiche similari, ma è altrettanto vero che la medicina ha fatto passi da gigante, quindi si dovrebbe supporre che tali mali non debbano più esistere o comunque non coinvolgere milioni di popolazioni. Il progresso troppo spesso è condizionato ancora una volta dall’economia: le malattie rare non vengono abbastanza studiate perché non coinvolgendo masse numerose non sono redditizie; ma il vero problema è la questione della brevettabilità dei farmaci. Una recente ricerca secondo cui quasi l’80% dei farmaci più venduti si è aggiudicato un brevetto aggiuntivo o un un’estensione di esclusività, ritardando l’ingresso dei generici e conseguente aumento dei prezzi; ciò è documentato e dimostrato in una recente ricerca pubblicata sulla rivista SSRN (Social Science Research Network) che il 74% dei nuovi brevetti registrati dalla Fda (Food and Drug Administartion USA) tra il 2005 e il 2015 appartengono non a nuovi prodotti ma a farmaci già esistenti. Tra i primi 100 medicinali più venduti, quasi l’80% di essi si è aggiudicato un brevetto aggiuntivo o un un’estensione di esclusività, e questo è avvenuto almeno nel 50% dei casi. Grazie ai generici è sceso il prezzo dei farmaci anti-Aids. Ma quello dei medicinali più recenti resta troppo alto. Immunoterapia e medicinali per combattere i tumori dominano la “top 10”. Sembra che molti dei farmaci utilizzati per curare l’HIV (Lopinavir e Ritonavir) già utilizzati per l’epidemia Sars del 2014 stiano dando risultati positivi. Ma il business della salute vale oro!!

Per anni abbiamo assistito allo smantellamento sistematico della ricerca, della scuola, della sanità, dei trasporti e di tutto ciò che dovrebbe essere demandato ad un controllo dello Stato. La frammentazione delle responsabilità nel nostro bel Paese ha raggiunto livelli elevatissimi, per cui è difficile trovare responsabilità ed avere un sistema pronto a rispondere anche a problematiche di difficile previsione, come pure riuscire a fare una seria programmazione con scadenza almeno quinquennale. Vedesi la pluriennale problematica dei rifiuti, siamo costretti a esportarli in paesi stranieri.

Ci auguriamo che noi adulti capiamo il messaggio lanciato dai ragazzi, l’esperienza da trarre da questa ultima crisi sanitaria per iniziare un lungo percorso, non certo facile, per cambiare qualcosa: servono alcuni cambiamenti nell’immediato, mettendo da parte un po’ del nostro innato egoismo, per poter dare un futuro vivibile ai nostri successori, iniziando da subito a pensare le soluzioni per i sicuri disoccupati e coloro che saranno senza sostegno.

Giovanni Furgiuele

Claudio Cappabianca

CdA L’agone nuovo

 

 

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