LAGONE

Ladispoli: l’Istituto “Di Vittorio” contro bullismo e disagio giovanile

Ladispoli: l’Istituto “Di Vittorio” contro bullismo e disagio giovanile
novembre 29
10:19 2019

COMUNICATO STAMPA ISTITUTO SUPERIORE ‘GIUSEPPE DI VITTORIO’– LADISPOLI

IL ‘DI VITTORIO’ CONTRO IL BULLISMO E IL DISAGIO GIOVANILE

AI NASTRI DI PARTENZA IL PROGETTO ‘SEI IN GIOCO O FUORI GIOCO?’

Un progetto per contrastare e prevenire il bullismo, il cyberbullimo e il disagio giovanile. Si è svolta il 28 novembre, nell’Aula Consiliare del Comune di Ladispoli, la presentazione dell’iniziativa “Sei in gioco o in fuorigioco?”, organizzata in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e il doping, il Coni, il MIUR, l’Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani, l’Ordine degli Psicologi del Lazio, la Federazione Italiana Rugby, la Federazione Italiana Hockey e altre associazioni di settore.

Dopo il saluto di Francesca Lazzeri, Assessore al Commercio e alle Attività Produttive del Comune di Ladispoli e della Prof.ssa Vincenza La Rosa, Dirigente Scolastico dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’, hanno preso la parola Carmelo Mandalari, Segretario Generale Gruppo Sportivo ‘Flames Gold’, Lucia Cordeschi, Assessore alle Politiche Sociali e alla Pubblica Istruzione del Comune di Ladispoli, Giuseppe Vitali, Psicoterapeuta, Nazzareno Di Vittorio, presidente dell’Associazione ‘Raggi di Speranza”, Eleonora Caroppo, Programmatrice neuro-linguistica, Teresa Sorrentino, Sociologa, Susanna De Angelis, campionessa italiana e allenatrice nazionale di Nuoto sincronizzato, Marco Cavicchia, Direttore sportivo Asd Unione Rugby Ladispoli e Emiliano Massabo Mela, Art Director “We 4 You”.

“L’Istituto Alberghiero ha aderito immediatamente a questa iniziativa – ha affermato la Dirigente Scolastica dell’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ Prof.ssa Vincenza La Rosa – perché crede nell’efficacia di un intervento sinergico di prevenzione e di contrasto al disagio giovanile e riconosce da sempre l’importanza dei valori della cultura sportiva. Ognuno deve fare la sua parte. Noi siamo e rimarremo in gioco e non in fuori gioco”.

Le dimensioni assunte dal fenomeno del bullismo e del cyber bullismo nel Lazio sono allarmanti: secondo una ricerca effettuata dal Corecom (e condotta in collaborazione con La Sapienza e la Lumsa su un vasto campione di giovani tra gli 11 e i 18 anni) nella nostra Regione i ragazzi che sono stati in qualche modo interessati dal bullismo sono il 30%. Numeri che aumentano ancora di più se ci si limita a Roma, la più colpita dal bullismo e dal cyberbullismo tra le cinque province laziali. Uno studio dell’Osservatorio regionale ha infatti rilevato che nelle scuole elementari e medie della Capitale è stato coinvolto, come vittima, il 45,7% dei ragazzi: in pratica quasi uno studente su due.

L’obiettivo è quello di puntare sulla motivazione, sulla personalità e sulla centralità degli studenti e fornire informazioni che diano loro piena consapevolezza della gravità del fenomeno bullismo e dei rischi a questo connessi. “Ma è necessario ripartire dai valori – ha affermato la Prof.ssa Sara Leonardi, Docente di Economia dell’Alberghiero di Ladispoli, che ha coordinato l’iniziativa per l’Istituto Superiore ‘Giuseppe Di Vittorio’ – come il rispetto di sé e per gli altri e l’empatia indispensabile per combattere gli stereotipi e i pregiudizi che sono spesso alla base degli episodi di discriminazione e violenza”. Valori che lo sport aiuta a veicolare e a insegnare. Il rugby, ad esempio, che sempre più scuole stanno scegliendo nell’ambito di progetti che si propongono di combattere il bullismo e i comportamenti devianti. Tutt’altro che una disciplina violenta, – ha spiegato Marco Cavicchia – piuttosto uno sport che insegna a conoscersi, a fare squadra, a rispettare l’avversario e a concedersi sempre un’ulteriore possibilità: ‘il terzo tempo’, nel rygby, è obbligatorio”.

“La scuola – ha aggiunto la Prof.ssa Leonardi, Referente del Progetto – è il primo e fondamentale luogo in cui l’espressione della personalità in formazione si confronta con i modelli prevalenti nella società. Un confronto spesso conflittuale, reso ancora più difficile e complesso quando ci si scontra con la diffidenza, la derisione, l’incomprensione o addirittura la violenza.Tengo a sottolineare – ha aggiunto la Prof.ssa Leonardi – che il progetto si articolerà in 10 incontri, che si svolgeranno nelle due sedi del ‘Di Vittorio’ ed è aperto anche alle famiglie. I genitori potranno partecipare all’iniziativa, recandosi presso il nostro Istituto, dove forniremo tutte le necessarie informazioni. Combattere e prevenire il malessere e il disagio giovanile è possibile. Basta agire tempestivamente e non abbassare mai la guardia”.

Proprio come nel rugby.

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