LAGONE

“Un urlo di gentilezza” la risposta di Liliana Segre ai ragazzi della “Corrado Melone” di Ladispoli

“Un urlo di gentilezza” la risposta di Liliana Segre ai ragazzi della “Corrado Melone” di Ladispoli
novembre 22
09:16 2019

Di seguito la risposta della senatrice Liliana Segre ai “meloncini” della 2I tempo pieno e le lettera di solidarietà “un urlo di gentilezza” che le hanno scritto.

Fa bene al cuore osservare che i giovani non possiedono quel livore e quell’odio assurdo ed ingiustificato che purtroppo hanno certi adulti che hanno perso cuore ed anima.

Riccardo Agresti

 

Da: liliana.segre@senato.it

A: Jessica D’Aurea

Inviato: lunedì 18 novembre 2019, 14:32:52 CET

Oggetto: Re: “Un urlo di gentilezza”- lettera da parte degli alunni Seconda I- Corrado Melone

 

Cari Ragazzi e Ragazze

Ma grazie !

La solidarietà è merce rara.

Fa bene allo spirito.

Voi siete più importanti tra gli importanti perché avete il futuro in tasca ed una grande Carta che vi orienta, la Costituzione.

 

Un cordiale saluto,

Lilliana Segre

 

Il giorno 18 nov 2019, alle ore 11:04, Jessica D’Aurea ha scritto:

 

Spettabile Senatrice Liliana Segre, in allegato troverà la lettera che i miei alunni hanno voluto indirizzarLe.

Sono parole ispirate dalla gentilezza e scritte con la passione propria di chi sta per varcare la soglia dell’adolescenza.

Spero riscaldino il suo animo, così come hanno fatto con il mio quando ho letto i loro scritti.

Cordialmente,

Jessica D’Aurea

 

Un urlo di gentilezza

 

Carissima Liliana Segre, siamo gli alunni della classe Seconda I dell’ I.C. “Corrado Melone” di Ladispoli, una cittadina vicino Roma.

Venerdì 8 novembre, la nostra professoressa di Italiano, Jessica D’Aurea, ci ha fatto vedere una sua intervista trasmessa dal programma “Bel tempo si spera”. Al termine del video, in cui lei racconta la sua infanzia e gli anni trascorsi ad Auschwitz, è calato un insolito silenzio che esprimeva benissimo le nostre differenti emozioni: alcuni hanno pianto, altri, che avevano letto già il suo libro, non proferivano parola, altri ancora sembravano trafitti da ogni singola parola da lei pronunciata con grande fierezza e coraggio, che come dice la nostra amica Chiara non è mangiare un peperoncino con indifferenza come se si gustasse una patatina, ma coraggio per noi è saper testimoniare con autorevolezza e gentilezza ciò che è stato.

Da qualche settimana stiamo facendo un percorso sulla gentilezza, attraverso letture, attraverso riflessioni riguardo dei precetti che sono appunto delle massime che aiutano a vivere e così la nostra insegnante ha pensato a lei come prototipo della gentilezza, affinché non rimanesse un concetto astratto, ma prendesse forma e parola, e dobbiamo riconoscere che per noi la gentilezza ora ha un volto, ed è quello di Liliana Segre.

Uno dei precetti sui quali abbiamo riflettuto recita così: “Niente come la perpetua gentilezza può rendere più belle le nostre vite e quelle altrui”, ovvero un semplice gesto dettato dalla gentilezza può rendere più bella la vita altrui e soprattutto la nostra, lei ne è la dimostrazione…poteva diventare cattiva, dopo le atrocità che ha vissuto, poteva preferire di lasciarsi sopraffare dall’odio e invece” ha scelto la gentilezza”.

Lei per noi è un’eroina e vorremmo farle capire che attraverso i nostri occhi non tutto è perduto, occorrerebbe semplicemente “cambiare gli occhiali sugli occhi della nostra anima” per comprendere che il genere umano, che è stato capace di commettere indicibili orrori, è anche capace di indossare quegli occhiali e compiere gesti immensi, colmi di amore e di inaspettata gentilezza; ecco perché abbiamo deciso di scriverle questa lettera, perché lei è la testimonianza di tanta speranza e vorremmo consolare il suo cuore, dicendole che noi indosseremo quegli occhiali sull’anima, non dimenticheremo e non permetteremo a chi è miope di distorcere il nostro futuro.

Lei, in quanto madre e moglie, è stata in grado di donare e ricevere amore e questo per noi è un messaggio di speranza, anche se non comprenderemo mai la grande sofferenza da lei vissuta, anche se non potremo mai immaginare gli abissi che la sua anima ha toccato, siamo convinti che la sua presenza e la sua testimonianza sono già motivo di speranza e di riscatto per il genere umano che talvolta perde la via.

Cara Liliana Segre, sicuramente riceverà ogni giorno moltissime lettere da persone importanti, da politici o da cittadini famosi, la nostra vuole essere un’umile lettera che contiene un urlo di gentilezza, che ispirerà le nostre vite future, può contare sulla nostra classe, non siamo numerosi, ma siamo un nuovo inizio per l’umanità.

Abbiamo scelto di non dimenticare e quando lei dice nell’intervista che dopo la morte dei pochi sopravvissuti ad Auschwitz tutto verrà sommerso dal mare dell’indifferenza, noi vorremmo dirle che si sbaglia. Noi ricorderemo le sue parole, sempre, perché ci hanno fatto riflettere sulla fortuna che ciascuno di noi ha a vivere questa vita e a godere della libertà che ci è concessa.

Lei è la nostra eroina, la nostra speranza, è la dimostrazione vivente che, anche se un fiore viene calpestato, può rialzare il capo e godere della luce del sole.

 

Gli alunni della Seconda I

Berardo Davide-Caviglia Elia-Charo Fabio-Di Curzio Aurora-Diagne Fatima-Lozzi AlessioMichienzi Lisa-Mihaila Mirabela- Nastro Flavia- Paoletti Emanuele- Pasquali Lorenzo- Pinto Chiara- Prete Jacopo- Savelli Jasmine- Tudose Ramona

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