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L’intervista a Alberto Bergodi, vicepresidente dell’Agraria Bracciano: “No a nuovi impianti a Cupinoro”

L’intervista a Alberto Bergodi, vicepresidente dell’Agraria Bracciano: “No a nuovi impianti a Cupinoro”
ottobre 26
11:30 2017

Bracciano ancora nel vortice delle polemiche riguardanti Cupinoro. Questa volta è stata chiamata in causa l’Università Agraria che ha già replicato smentendo ogni contestazione. Per chiarire meglio la situazione abbiamo intervistato Alberto Bergodi, vicepresidente, con delega al Bilancio, dell’Università Agraria su questioni non solo riguardanti la discarica ma anche gli impegni che l’ente ha avviato per valorizzare il vasto patrimonio che le appartiene.

Vicepresidente Bergodi, l’Università Agraria è finita al centro delle polemiche per la questione Cupinoro. Qual è la vostra posizione al riguardo?

L’Università Agraria, come già espresso chiaramente in una nota ufficiale diffusa nei giorni scorsi, è contraria all’ipotesi di qualsiasi nuovo impianto sia sull’area di Cupinoro che in qualsiasi altra area che ricade nel nostro patrimonio. Ci teniamo a ribadirlo con chiarezza. Precisiamo inoltre che l’Università Agraria non ha responsabilità circa la realizzazione negli anni Novanta della discarica. L’area di Cupinoro fu oggetto di una permuta tra Comune di Bracciano ed Università Agraria e a Cupinoro in quel periodo esisteva una discarica abusiva che è poi divenuto un impianto autorizzato. Ci aspettiamo che i Comuni facciano delle delibere nelle quali sia espressa la loro volontà a non voler nessun tipo di impianto sui loro territori. Noi lo abbiamo comunicato per iscritto. Comunque l’Università Agraria attende risposta dagli organi competenti al riguardo.

Avete già smentito ipotesi di contratti di affitto relativi ai nuovi impianti le cui autorizzazioni da parte del curatore fallimentare della Bracciano Ambiente andranno all’asta il prossimo 21 novembre. Cosa ha riguardato in particolare una vostra recente delibera?

Essendo contrari a nuovi impianti non avremmo potuto indicare canoni d’affitto. Quello che è stato fatto è una rideterminazione del canone nei confronti della Bracciano Ambiente con l’esclusione degli 11 ettari riguardanti il “panettone” della discarica oggi in carico alla Regione Lazio per lo smaltimento del percolato. Noi non abbiamo mai ripreso in carica i terreni della discarica perché altrimenti sarebbe gravato su di noi l’onere della bonifica.

Il Consigliere di minoranza dell’Università Agraria Tirabassi l’ha attaccata con una recente nota accusandola di aspirare alla carica di presidente. Che ne pensa?

Con 455 voti di preferenza presi alle ultime elezioni credo sia una aspirazione legittima quella di voler aspirare alla presidenza dell’ente. Tirabassi si è fermato a 80 voti e peraltro è divenuto consigliere solo a seguito delle dimissioni del candidato presidente della lista perdente. Rispetto poi allo “scarso impegno” di cui parla Tirabassi rispondono i fatti, le iniziative intraprese e i molti vantaggi per gli utenti. Mi riservo comunque di replicare punto per punto ad ogni sua dichiarazione. Mi piacerebbe che il signor Tirabassi, tanto ferrato sull’argomento discarica già dai tempi della Silef, ci delucidasse al riguardo, quando invece risulta non ferrato sulle attività che l’agraria sta portando avanti.

Dopo anni di richieste e confronti anche aspri siete riusciti a tornare in possesso di una vasta area di 280 ettari già utilizzata da campo di addestramento della scuola di artiglieria. Un traguardo importante. Cosa pensate di impiegare questa area?

E’ stata una lunga battaglia che abbiamo portato avanti con impegno e che ci ha dato soddisfazione. Dopo moltissimo tempo l’Università Agraria è finalmente rientrata in possesso di questa area. Su di essa ricade inoltre una concessione mineraria di fluorite. Vorremmo destinare questa vasta area a seminativo ma, ad oggi, stiamo combattendo contro una assurda burocrazia che non ci consente di impiegarla a semina perché esiste una normativa secondo la quale, se il terreno non viene utilizzato per 5 anni, diventa necessariamente pascolo permanente. Gli allevatori, tuttavia sono pochi ad oggi, e un impiego più razionale sarebbe senz’altro quello della semina. Stiamo lavorando per far sì che si possa seminare. Pensiamo ad esempio a colture innovative come quella della canapa sativa che può essere impiegata in moltissime lavorazioni.  Il 6 novembre prossimo faremo un sopralluogo assieme al Corpo forestale e a un dirigente regionale per individuare la possibilità di mettere a semina almeno una parte dei terreni già occupati dal poligono.

L’Università Agraria dispone di un patrimonio di oltre 2000 ettari di terreni ad uso civico, pertanto, in quanto tali, inalienabili. Come state mettendo a frutto questo patrimonio?

Il nostro obiettivo è senz’altro quello di valorizzare a tutti i livelli questo straordinario patrimonio. Siamo molto soddisfatti dell’attività degli orti assegnati ad uso familiare. Si tratta di appezzamenti di terreno da 200 metri quadri l’uno che abbiamo dotato di acqua e che vengono coltivati direttamente. Ne abbiamo 200 sulla strada di Castel Giuliano e altri 200 in località Condotti. Anche l’area dove sorge il centro dell’Associazione Assistenza Integrazione Sociale (Aais) è stato da noi concesso.

In località La Macchia disponete delle strutture che ospitavano la Comunità di recupero per tossicodipendenti Punto Linea Verde. Cosa ne farete?

Il perito demaniale sta effettuando una perizia. Sulla base di questa documentazione è stato fatto un bando per la Manifestazione di Interesse per quanti vogliano gestirla per un periodo abbastanza lungo da giustificare l’investimento richiesto per la ristrutturazione. Abbiamo ricevuto delle proposte che stiamo valutando. Si tratta di spazi senz’altro utili per la realizzazione di un agriturismo o qualcosa di simile.

Assieme all’Università Agraria di Manziana e Cesano siete partner dello straordinario progetto del Cammino delle Terre Comuni per la valorizzazione di un patrimonio anche da punto di vista della fruibilità turistica. Quali aspettative avete al riguardo?

La messa in rete del patrimonio collettivo di diverse località riteniamo sia uno strumento eccezionale non solo dal punto di vista turistico ma anche per arrivare ad ottenere fondi e finanziamenti destinati al miglioramento della sentieristica, dei beni culturali e non che ricadono nella nostra area. Il progetto che sta avendo una ampia partecipazione ha anche il pregio di far conoscere meglio tutto ciò che riguarda i diritti ad uso civico, retaggio dell’epoca feudale, e avvicina un pubblico più vasto al mondo rurale e contadino di u tempo oltre che ispirare nelle persone la cultura del bene paesaggio in sé.

Chi sono gli utenti dell’Università Agraria di Bracciano?

Abbiamo circa 2.300 utenti. Si tratta di persone, residenti, a Bracciano che ne fanno richiesta e che sono in regola con la retta di 20 euro l’anno. Tutti i residenti possono aderire. Per loro ci sono vari vantaggi e convenzioni. Tra le altre un servizio ambulatoriale di dentista, gratuito per i disabili, e la possibilità di avere, grazie ad un buono che viene rilasciato dall’ente, lo sconto sull’acquisto di legna presso alcuni rivenditori convenzionati.

Di recente avete svolto un ruolo importante nell’organizzazione di varie manifestazioni turistiche a Bracciano. In che modo?

In collaborazione con la locale Associazione Commercianti abbiamo organizzato varie manifestazioni Notte Rosa, la Festa della Primavera, che ha visto la partecipazione di produttori agricoli locali, ed altre. In questo modo è stato possibile usufruire del suolo pubblico senza alcuna spesa in quanto l’Università Agraria, per convenzione, ha diritto alla gratuità degli spazi. E’, riteniamo, un beneficio che va a vantaggio di tutta la collettività di Bracciano. Abbiamo poi chiesto uno spazio al Comune di Bracciano per allestire un mercato contadino che offra prodotti a chilometro zero e derivanti da coltivazione biologica.

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