Bracciano. Regione stanzia 150mila euro per la cultura

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La Regione Lazio investe sul territorio sabatino in progetti di cultura. Il Comune di Bracciano è capofila di due importanti progetti intercomunali che sono stati finanziati dalla Regione Lazio ai sensi della L.R. n. 6/2013.

Il primo progetto denominato “Cantare il territorio” è stato proposto dal Museo Civico di Bracciano, il Museo Civico di Rieti, il Modern Automata Museum di Montopoli in Sabina ed il Museo Operabosco di Calcata, e ha ottenuto un finanziamento di  75.570mila euro.
Il secondo progetto che ha ottenuto il sostegno regionale con un finanziamento di 75.600 euro è denominato “Pace o Guerra: il 1914 ed i dilemmi del ’900” ed è stato proposto dal Archivio Storico di Bracciano e dagli Archivi di Anguillara, Cerveteri, Campagnano, Mazzano, Oriolo e Tolfa.
Un evento culturale che celebra il centenario della Grande Guerra. Anche le biblioteche comunali, attraverso il Sistema Bibliotecario Ceretano – Sabatino, hanno ottenuto un finanziamento di  94.500 euro.

“Finalmente, dopo molto tempo – commenta Gianpiero Nardelli, vicesindaco di Bracciano con delega alle Politiche Culturali – la Regione Lazio ha avuto l’oculatezza di investire nel settore cultura e di mettere a disposizione importanti risorse con il finanziamento ai due progetti proposti dal Museo Civico e dall’Archivio Storico. Il progetto ‘Cantare il territorio’ – aggiunge Nardelli – prevede la riproposizione dello spettacolo ‘Io t’adoro bella’ incentrato sulla relazione coniugale tra Paolo Giordano I e Isabella de’ Medici che ha riscosso alla prima assoluta a Bracciano un grande successo in particolare per la rilettura, grazie a ricerche d’archivio, dei loro rapporti sentimentali. Prevista inoltre la realizzazione di un catalogo sulle attività museali. L’ottica della Regione Lazio – commenta ancora il vicesindaco – è quella d’ora in poi di finanziare progetti intercomunali. I progetti da noi proposti costituiscono un buon esempio di sinergia tra i Comuni. Questa deve essere da qui in avanti – conclude Nardelli – la modalità di lavoro con la quale richiedere finanziamenti anche perché in questa maniera si riesce a fare rete tra i Comuni e le altre realtà culturali del territorio”.

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