Anguillara. A un anno dalla scomparsa di Federica troppi dubbi su quella tragica notte

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“Il giudice ha accettato il ricorso che abbiamo presentato contro la richiesta di archiviazione del caso di Federica. Ci sembra un fatto positivo. Marco Di Muro in questo momento è indagato per omicidio e rinviato a giudizio per omissione di soccorso e abbandono di minore. Noi familiari siamo convinti della colpevolezza di Di Muro. Vogliamo la verità, aspettiamo che Marco parli”. Sono parole dette con fermezza e con la profonda coscienza di un presente ancora da scrivere.

Dopo un anno, di indagini, interrogatori, supposizioni e decisioni, alle porte del processo che si aprirà a metà febbraio, l’ansia per la verità è la cappa che attanaglia una famiglia che si interroga giorno per giorno, mentre ricorda una giovanissima donna la cui morte ha l’alone del non detto, di dettagli essenziali mancanti. Parla Luigi Mangiapelo, padre di Federica, l’adolescente deceduta presso Vigna di Valle il primo novembre del 2012, dopo una serata trascorsa con gli amici e con il fidanzato, una serata i cui contorni sono in gran parte ancora da definire.

Una spiaggia di nebbie fitte quella dove si è spenta Federica, a causa di una miocardite pregressa ma silente, aggravata da un evento scatenante, che si è verificato quella notte. Federica ha forse litigato violentemente con qualcuno, con la stessa persona che l’ha condotta su quella riva e verosimilmente ha sottratto poi cellulare e borsetta alla ragazza, abbandonandola sul lago? Secondo Luigi non ci sono dubbi: “Noi crediamo che Marco Di Muro l’abbia portata a Vigna Di Valle. Come ho già detto, è impossibile che Federica sia arrivata laggiù a piedi da sola da Anguillara, a oltre sei chilometri di distanza da dove Marco sostiene di averla lasciata ore prima. Abbiamo elementi e prove per pensare che Di Muro sia l’unico responsabile. Carabinieri e medico legale hanno a lungo studiato il caso. Siamo sicuri che la verità emergerà. Forse Federica e Marco hanno avuto un violento scontro, sono finiti in acqua…il gelo potrebbe avere provocato il malore di Federica”.

Luigi non mostra perplessità, ad ogni frase ribadisce con semplicità la volontà di chiarire tutti i lati della storia. “Il dolore come genitori è sempre presente, e sapere quello che è davvero successo a nostra figlia è qualcosa che logora. Abbiamo fiducia nella prosecuzione delle indagini e nel corso della giustizia, anche se lento. Chi è responsabile deve pagare. Le dinamiche non sono chiare, bisogna fare luce…intanto abbiamo prove a sufficienza per dire che Marco era lì”. Unico iscritto nel registro degli indagati, dalla Procura di Civitavecchia, Marco Di Muro si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm nel corso dell’ultima convocazione. Intanto i genitori di Federica sostengono che il ventitreenne sia l’unico a sapere che cosa sia avvenuto e che troppe sono le incongruenze e le falle della sua versione. E ribadiscono che non comprendono la mancata risposta da parte del ragazzo a tutte le telefonate ricevute dai genitori di Federica quella sera. La ricerca delle luci, tra le ombre, continua.

Sarah Panatta

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